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Prato

Fiorella Mannoia regina della notte bianca di Prato

Fiorella Mannoia regina della notte bianca di Prato

L'interprete italiana ha dato il proprio ok a partecipare alla serata in calendario per l’8 giugno prossimo dopo il rifiuto di Marco Masini che sarà ad Assisi nella trasmissione in diretta di Conti

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PRATO. Sarà Fiorella Mannoia la regina della notte bianca l’8 giugno prossimo. Marco Masini, il primo artista contattato dal Comune ha dato forfait perchè la sera dell’8 parteciperà alla trasmissione in diretta di Carlo Conti da Assisi.

E’ stata l’assessore alla Cultura Anna Beltrame con la quale ha collaborato con l’assessore al Patrimonio Roberto Caverni a scegliere una delle cantautrici italiane più famose, impegnata anche sul fronte della difesa dei diritti della donne. La trattativa è stata velocissima: nemmeno ventiquattro ore.

Mannoia si esibirà in piazza San Francesco assieme alla sua band. Il concerto sarà a ingresso libero. “Il Festival del pane - commenta l'assessore alle attività produttive Roberto Caverni - avrà così un ospite d'eccezione, che contribuirà a richiamare tante persone nel cuore della città. Una cantante fra le più apprezzate del panorama italiano, amata da un pubblico trasversale".

Sarà quindi un concerto da non perdere, pensato perché anche attraverso la musica e la voce di una grande artista arrivi a un pubblico il più vasto possibile un messaggio. "Il rispetto per le donne sia il nostro pane quotidiano - aggiunge l'assessore alla cultura Anna Beltrame - perché deve cadere la vergogna sugli uomini che maltrattano le donne. Quello che le donne non dicono (troppo spesso), è invece necessario denunciarlo".

Prima del concerto Fiorella Mannoia parteciperà a un incontro pubblico su questo tema così scottante e grave, anche a Prato. C'è da ricordare che lo scorso anno sono stati 337, quindi in media quasi uno al giorno, i casi di violenza raccolti in città dalla task force Codice Rosa: un numero impressionante, che probabilmente rappresenta solo la punta dell'iceberg di un problema più grave, di una violenza subdola, diffusa, tollerata anche nelle famiglie "normali", spesso per troppo amore.

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