Meteo
Nuovo ospedale di Prato, richiesta danni per 65 milioni al consorzio Cts
Il presidente della Regione Enrico Rossi visita per la prima volta la struttura di Galciana e annuncia l'avvio della causa contro Btp e Consorzio Etruria: "Hanno ritardato la realizzazione dell'ospedale". Inoltre resta l'incognita viabilità: il Comune non ha ancora acquistato le aree dove passerranno gli allacciamenti Enel e alle fogne. Inaugurazione della struttura prevista il 27 settembre
PRATO. Ecco il "Nuovo ospedale di Prato". Così si chiama il complesso di Galciana, anche se non in via definitiva (sarà la Asl a decidere il nome in occasione dell'inaugurazione): quattro piani di vetro e cemento su un'area complessiva di 140mila metri quadrati, supertecnologico, robotizzato, con Wifi e posta pneumatica per trasferire provette e medicinali, che inderogabilmente dovrà entrare in funzione il 27 settembre "perché da quella data in poi - spiega il direttore generale dell’Asl di Prato Bruno Cravedi che lascerà il suo incarico la settimana prossima - scatteranno penali pesantissime". E altrettanto pesante è la richiesta danni che la Regione ha avanzato nei confronti del consorzio Cts (le società Btp e Consorzio Etruria) per avere rallentato i lavori "per lameno tre anni e mezzo - dice il presidente della regione Enrico Rossi - con ventitrè contenziosi hanno mosso negli anni per la relizzazione dell'ospedale".
Il Nuovo ospedale di Prato è praticamente finito: arredi pronti in parte già collocati, sale operatorie allestite, reparti, laboratori in attesa delle attrezzature e di quelle che verranno portate dal Misericordia e Dolce a partire da luglio quando inizierà il trasloco. E il presidente della Regione Enrico Rossi che per la prima volta ha visitato l'ospedale, accompagnato dall'assessore alla sanità Luigi Marroni, non nasconde la soddisfazione.
Il video di presentazione dal sito web della Asl 4
Parte il viaggio in quella che sarà la sanità di domani ai Prato in un presidio con 540 posti letto più 20 di osservazione breve (contro i 530 del Misericordia e Dolce) , con 15 sale operatorie, 5 sale travaglio, 40 posti dialisi al piano terra, 2 sale parto, 70 ambulatori (189milioni di investimento complessivo) e dove il concetto di "cura" viene completamente ribaltato: "Non è più la degenza che determina la qualità dell'assistenza - dice Rossi - ma la ricerca e la qualità degli interventi anche specialistici sul paziente". "Appartiene all'archeologia - continua Rossi - parlare di numeri di posti letto che abbiamo comunque aumentato. La trasformazione della sanità toscana passa da altro: dalla flessibilità, dalla presa in carico del paziente e dalla ricerca".
E non solo. Una dei cambiamenti più importanti riguarderà il 118 che verrà centralizzato per tutta l’area metropolitana (Firenze, Prato e Pistoia) . "Si farà - afferma Rossi - nonostante polemiche e resistenza, perché sono convinto che serva a garantire un migliore servizio ai cittadini che hanno il diritto di andare in tempi brevi nella struttura sanitaria più adeguata al tipo di problema che hanno. E' un modo per salvare tante vite". Dove nascerà la centrale del 118 unificata a Rossi non interessa: "Discuteranno i sindaci con i dirigenti delle aziende sanitarie".
Un problema non secondario ancora da risolvere riguarda la realizzazione della bretella che congiungerà l'area ospedaliera con la tangenziale, un tratto di strada che sarà il Comune a costruire con un finanziamento di 2 milioni e mezzo della Regione. "E' un tratto di strada di cento metri - spiega Cravedi - ma di fondamentale importanza perché di lì passeranno i sottoservizi per gli allacciamenti Enel e alla fogne. Il Comune è in ritardo con l'acquisizione delle aree e il progetto non è ancora stato approvato dalla giunta". Il rischio che i tempi si allunghino c'è.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
