Il Tirreno

Prato

Piazza Mercatale ha una sua fontana da far zampillare

Luana Cecchi
Piazza Mercatale ha una sua fontana da far zampillare

La fonte è legata alla tradizione pratese e in origine serviva per abbeverare gli animali. Ora è lasciata a sé stessa

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PRATO. Piazza Mercatale è una delle poche aree verdi del centro storico e con l’arrivo dell’estate si appresta a diventare uno degli spazi del tempo libero e della cultura grazie alle iniziative in programma organizzate del Comune. A poche centinaia di metri, in estate, la fontana del Bacchino zampillerà grazie a un nuovo impianto di riciclo dell’acqua permettendo così a una delle opere più care ai pratesi di rimanere sempre accesa a costi non esorbitanti.

Non tutti però sanno che accanto alla fontana del Bacchino e del Papero esiste un’altra fontana legata alla tradizione pratese proprio in piazza Mercatale.

Una fontana che da tempo è rimasta secca ma che per secoli ha visto sgorgare l'acqua e, si evince dalla sua forma, fosse usata come abbeveratoio per le bestie, cavalli o somari che arrivavano dalle campagne il giorno del Mercato che si svolgeva nella piazza.

Le quattro fontane cittadine (c’è anche quella di piazza San Francesco, anche questa in pessime condizioni) sono un patrimonio storico da tutelare: erano infatti alimentate dall’acqua del “Condotto reale delle fonti” un acquedotto in terracotta che fu realizzato tra il 1642 ed il 1644 e che portava l’acqua direttamente da Carteano.Tanti cittadini si recavano ad attingere acqua da questi quattro punti di arrivo e sempre da qui venivano autorizzati prelievi (recupero delle acque di sfioro) a servizio di immobili ubicati nelle vicinanze tramite concessioni granducali: il Palazzo Buonamici, quello Vescovile ed altri palazzi in piazza San Francesco, via Rinaldesca, via Guizzelmi e via Ricasoli. Tutti i palazzi signorili, godevano delle “concessioni di allacciamento” rilasciate a partire dal 1702. L’ acquedotto funzionò fino a quando fu inaugurato l’acquedotto con l’acqua della Direttissima, nel 1934-35. Fino a quel periodo, i pratesi si approvvigionavano di acqua dai pozzi che si trovavano nelle varie corti o dalle pompe a mano comunali.

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