Via all’intervento di restauro del Bastione delle Forche
PRATO. Bastione delle Forche “incartato” o meglio chiuso dentro un reticolo di ponteggi e reti di protezione. Venerdì è stato allestito il cantiere che porterà a nuova vita uno degli edifici medicei...
PRATO. Bastione delle Forche “incartato” o meglio chiuso dentro un reticolo di ponteggi e reti di protezione. Venerdì è stato allestito il cantiere che porterà a nuova vita uno degli edifici medicei della città. Il Comune ha dato il via ai lavori di restauro degli edifici storici sia sul versante che affaccia sul Bisenzio sia nella porzione che insiste su Piazza Mercatale. Dopo una lunga attesa si comincerà con gli interventi di consolidamento che riguarderanno tutto il sistema delle mura e contemporaneamente inizierà il recupero della palazzina anni Venti addossata alla parte storica ma non di grande valore dal punto di vista architettonico. «Si tratta di due interventi - spiega l’assessore alle Opere pubbliche Roberto Caverni - che verranno eseguiti assieme e che precederanno la terza fase del recupero del Bastioneche riguarda il concorso di idee per l’utilizzo del belvedere dove l’amministrazione comunale sarebbe intenzionata a creare un’area ristoro aperta al pubblico». Non è una novità: sulla parte più alta e che affaccia sul fiume nasceranno un bar e un ristorante che la città potrà frequentare.
Le opere avranno un costo complessivo di 2 milioni 600mila euro dei quali 800mila già accantonati dalla scorsa giunta e un milione 800mila garantiti da Esselunga, impegnata nell’intervento del nuovo centro commerciale con grattacielo a Pratilia. Resta da capire, al termine della ristrutturazione, quale sarà l’utilizzo della palazzina anni Venti. Per il Comune dovrebbe essere usata per ospitare gli uffici pubblici collocati in edifici non di proprietà comunale e che ancora pagano l’affitto. Per altri, invece, la palazzina dovrebbe ospitare spazi pubblici per esposizioni e un centro culturale. «Sarebbe razionale - conclude Caverni - spostare gli uffici del’assessorato alla Cultura e il Ced di piazza della Bigonge per risparmiare sulla spesa pubblica». (c.co.)
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