Il presidio
La paziente morì, chiesti 2 milioni al medico
Il dottore di famiglia ha patteggiato la pena di un anno, processo in corso invece per un collega
PRATO. Il dottor Luciano Ulderigo Bettarini aveva preferito patteggiare la pena a un anno con la sospensione condizionale e chiudere così la vicenda penale per l’accusa di omicidio colposo nei confronti della signora Gabriella Maria Grazia Cahenzli, deceduta il 3 ottobre del 2010 all’età di 49 anni “a seguito di un’erronea terapia farmacologica e di una successiva sottovalutazione delle conseguenze dell’interazione fra farmaci, poi rivelatasi letale”. Ma il caso non è ancora finito perchè Stefano Solari, vedovo della donna deceduta, ha chiesto agli avvocati Laura e Francesco Mandarano, che lo rappresentano, di citare in giudizio per il prossimo 13 ottobre lo stesso dottore per un parziale risarcimento del danno pari a due milioni di euro. Risarcimento parziale perché il procedimento penale è tuttora in corso anche nei confronti della dottoressa Maria Grazia Papi che è ancora sotto processo non avendo chiesto il patteggiamento e quindi è stata a suo tempo rinviata a giudizio. Al termine del processo, e in caso di condannata, anche nei suoi ci sarà una richiesta di risarcimento per un pari importo.
Ma torniamo al caso, con l’accusa di omicidio colposo rivolta ai due medici da parte della procura e del signor Soleri che hanno sostenuto che alla donna fu somministrato un farmaco incompatibile con la chemioterapia alla quale Gabriella Cahenzli si stava sottoponendo, con successiva sottovalutazione delle sue condizioni. La donna era stata operata nel 2001 a Villa Donatello per un tumore al seno, ma il tumore era ricomparso nel 2008 e per questo si era sottoposta ad alcuni cicli di chemioterapia. Nel 2010 il medico di famiglia, Bettarini, le prescrisse il Brivirac per curare un’Herpes, medicinale che, secondo l’accusa è controindicato per chi fa chemioterapia. Ricoverata al centro oncologico di Careggi, la dottoressa Papi ne avrebbe sottovalutato le condizioni (questa è l’accusa) rimandandola a casa.(p.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
