Il Tirreno

Prato

La piscina di via Roma è un cantiere a cielo aperto

di Maria Lardara
La piscina di via Roma è un cantiere a cielo aperto

Difficile che riesca ad aprire in tempo per la stagione estiva, la vasca da 25 metri è oggetto di una pesante ristrutturazione con spese a carico, per ora, del Cgfs

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Per la ditta che esegue i lavori è corsa contro il tempo. La stagione estiva bussa alla porta ma la vasca da 25 metri è ancora un cantiere aperto. Al momento non praticabile: era da mettere a norma e l'intervento, complice anche i capricci del meteo, è andato a rilento. Benvenuti nella storica piscina di via Roma, l’unica in città chiusa d’inverno e aperta d’estate. Il nostro reportage sullo stato di salute degli impianti sportivi oggi fa tappa qui, dopo la palestra di via Roma.

Cinquant’anni è l’età della piscina comunale gestita dal Centro giovanile di formazione sportiva. Cinquanta e portarli così così, nonostante i salti mortali del gestore per mandare avanti al meglio la struttura. Otto corsie obsolete e rattoppate nella vasca olimpionica da 50 metri risalenti a 15 anni fa, diversi blocchetti di partenza rotti, una scaletta che porta agli spogliatoi femminili chiusa per ragioni di sicurezza, sono solo un assaggio di ciò in cui s’imbatte il nuotatore sulla soglia della struttura. Altro che Città Europea dello sport 2014, titolo per cui Prato si è candidata.

Basta un’occhiata alle pareti degli spogliatoi maschili venate di crepe, per capire come la piscina non goda di buona salute. Quattro vasche, la più grande delle quali (l’olimpionica da 50 metri) viene utilizzata anche nei mesi invernali grazie alla copertura di un pallone pressostatico. Qui si pratica nuoto a livello agonistico con le società sportive che si allenano e organizzano eventi (il 1 e il 2 giugno si terrà il IX Trofeo “Sergio Faggi” organizzato dalla squadra master Csi Nuoto Prato), qui i pratesi all’ora di pranzo si rilassano tra bracciate di nuoto libero e l'altra, mentre l’8 giugno (in ritardo) dovrebbe riaprire la stagione della piscina all’aperto, in attesa che siano ultimati i lavori nell'altra vasca. «La situazione è drammatica – racconta Sergio Puggelli, direttore tecnico Master Csi Nuoto Prato - la vasca olimpionica non è a norma per le gare di un certo livello. Le corsie sono rattoppate, sarebbero da ricomprare.

Certo, devo dare a Cesare quel che è di Cesare: l’assessore allo Sport Grazzini non può fare i miracoli senza risorse mentre il Cgfs si adopera molto». Vista con gli occhi di Puggelli che in quella piscina conserva un pezzo di cuore, avendo allenato qui il “Prato nuoto club” dal 1975 al 1985, la piscina porta con sé l’handicap della copertura mobile, la stessa che la nevicata di tre anni e mezzo fa fece venire giù. «Quel pallone ha oltre dieci anni – lamenta Puggelli che è anche il responsabile sport del Pd provinciale - Il crollo della copertura nel 2009 costrinse le società sportive a emigrare nelle altre strutture».

Un altro sguardo privilegiato da addetto ai lavori è quello di Lamberto Grassi, delegato provinciale della Federazione italiana nuoto, già presidente della “Futura Nuoto Prato” per vent’anni. «La piscina è circondata da un parco tenuto bene ma sarebbe da valorizzare. Prioritaria la sostituzione del pallone pressostatico. A questo proposito, una decina di giorni fa abbiamo avuto un incontro con il sindaco Cenni, l’assessore Grazzini e il presidente del Coni Taiti». Sul tavolo, il progetto da 2 milioni e 800mila euro firmato dall’architetto Marco Mattei (già proposto nel giugno 2010) per rilanciare la struttura a partire dalla copertura prevista in legno lamellare, con una struttura apribile solo all’esterno e una tettoia fissa. «Ma - fa notare Grassi - servirebbe l'apporto dei privati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani