Il presidio
Da Artimino a Marzabotto, seguendo la storia degli etruschi
E’ la nuova frontiera del turismo slow: cento chilometri lungo un percorso di trekking con una tappa nel Mugello. Servono cinque o sei giorni con percorsi a piedi e in bicicletta
Sulle orme degli Etruschi, da Artimino a Marzabotto lungo antichi sentieri tutti segnalati. Cento chilometri da percorrere lenti a piedi o in bicicletta in cinque o sei giorni, gustandosi panorami mozzafiato, boschi e tracce di antichissimi abitanti, odori e colori, metro dopo metro. Per curiosità e provare emozioni nuove, per salute e benessere, per conquistare un 'trofeo' o mettersi alla prova. Per poter semplicemente dire “anch'io l'ho fatto” o “anch'io l'ho visto”, con un attestato da ritirare all'arrivo con i timbri delle tappe fatte.
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E' l'ultima frontiera del turismo, quello slow, e l'ultima proposta che arriva da Prato e Carmignano, presentata stamani nel comune mediceo: un percorso trekking che unisce Artimino a Marzabotto, e quindi Toscana ed Emilia Romagna, da una parte all'altra dell'Appennino. Una proposta che supera anche gli steccati dei piccoli campanili (cosa mai scontata) e dunque capace di essere meglio promossa. Un viaggio lungo quella via del ferro battuta più di duemila anni fa dagli Etruschi.
A Carmignano ci credono. E non solo a Carmignano. A tenerla a battesimo, assieme all'assessore al turismo Fabrizio Buricchi, c'erano infatti stamani, tra gli altri, anche la vice presidente della Provincia di Prato Ambra Giorgi, l'assessore alla cultura di Marzabotto Simonetta Nesi e il soprintendente ai beni archeologici dell'Emilia Romagna Filippo Maria Gambari. Del resto attraverso la stessa dorsale ma passando per il Mugello, il turismo trekking, da Bologna a Firenze, già sta facendo breccia, con gruppi di turisti, si racconta, che arrivano addirittura dal Canada.
Una scommessa, che unisce cultura e turismo: con due musei ai capi estremi dell'itinerario e nel mezzo le tombe etrusche di Montefortini a Comeana (e di Prato Rosello ad Artimino), l'antica città etrusca di Gonfienti ed altre tracce di antiche frequentazioni sulla Calvana.
L'idea del percorso trekking è venuta ad Enzo Giannecchini e ad un gruppo di pratesi, che ha studiato uno degli itinerari che potevano essere stati sfruttati al tempo degli Etruschi e attraverso cui si può immaginare che siano passati uomini, merci e culture: una via possibile che univa nord Italia e Europa con il sud Italia e i paesi mediterranei.
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