Il presidio
Bugetti: «Sempre più grande la distanza fra gli iscritti e i gruppi dirigenti Pd»
La segretaria provinciale parteciperà all’assemblea nazionale a Roma. Sapia (circolo La Querce): «I militanti storici si sentono traditi»
PRATO. Alla vigilia dell’assemblea nazionale del Partito democratico sia la base che i vertici del Pd pratese sono in fermento. «Domani parteciperò all'Assemblea nazionale del Partito Democratico a Roma - scrive la segretaria provincia Ilaria Bugetti - . Credo che questa sia l'assemblea più difficile ma anche più importante della breve storia del nostro partito. Stiamo vivendo giorni difficili. Siamo preoccupati per il futuro del PD. Tutti i giorni parlo con tanti nostri iscritti, militanti ed elettori e sempre di più mi convinco di quanto sia grande ormai la distanza che ci separa dai gruppi dirigenti nazionali. Quotidianamente assistiamo al solito gioco degli incontri e degli scontri, delle vendette e dei regolamenti di conti, dei veti incrociati e dei nomi bruciati sull'altare di vecchi rancori personali, cose che, dopo quello che è successo, assomigliano sempre più ad una corsa verso la fine. Noi sentiamo il bisogno di riaffermare che la politica è un'altra cosa da questo spettacolo indecoroso di tatticismo, posizionamento, autoreferenzialità: la politica deve essere merito e passione, impegno in nome delle idee. Ho già detto che l’intero gruppo dirigente nazionale non rappresenta più nessuno ed ho chiesto un congresso immediato. Che non serva solo a individuare di chi siano le responsabilità di quello che è successo per l'elezione del presidente della Repubblica e per la formazione del governo Letta: sarebbe stato troppo comodo risolvere la questione con le dimissioni della segreteria Bersani dalla guida del partito».
Marco Sapia, segretario Circolo Pd La Querce, ha diffuso il testo approvato dal direttivo. «All’indomani delle elezioni politiche del 24-25 febbraio scorso, riteniamo che il Partito Democratico, dopo estenuanti e suicide lotte di potere interne, sia giunto alla fine di un accidentato percorso, che lo ha portato ormai sull’orlo della “liquefazione”. Siamo convinti che vi sia stato un passaggio politico decisivo nella fase post-elettorale, ovvero l’elezione del Presidente della Repubblica: l’affossamento della candidatura di Romano Prodi ha rappresentato la capitolazione dell’operato del Segretario Pierluigi Bersani e della classe dirigente che ha governato l’area progressista negli ultimi venti anni. L’ammutinamento invisibile di 101 grandi elettori del Partito Democratico ha significato una vera e propria debacle del gruppo dirigente nazionale. E’ evidente che gli eventi siano stati causati da un sapiente lavorio sotterraneo di una parte del partito, tuttavia le responsabilità sono ricadute inevitabilmente su tutti i grandi elettori, che porteranno lungo il proprio percorso politico una macchia indelebile. Sappiamo bene che chi ha tradito non uscirà mai allo scoperto, ma codesti rappresentanti abbiano piena consapevolezza che la loro opera ha innescato una rivolta del popolo di centro-sinistra. E’ sotto gli occhi di tutti che ci siano state ripercussioni negative sull’intero corpo del partito, soprattutto fra i militanti storici che difficilmente saranno disposti a rinnovare la tessera e fare volontariato alle feste democratiche. Siamo convinti che l’assemblea nazionale di sabato 11/05 debba assolvere al compito di eleggere il nuovo segretario che guiderà il partito fino al congresso di ottobre, e auspichiamo che subito dopo inizi una fase di discussione franca e aperta all’interno degli organismi regionali e provinciali intorno alla più oscura stagione del Pd».
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