Il Corpus Domini va in Chinatown ma i cinesi forse non parteciperanno
Padre Francesco Saverio Wang, unico sacerdote cinese della Diocesi, spiega il perchè: “Hanno troppa paura di uscire di casa la sera per i numerosi episodi di scippi e rapine”
PRATO: Il Corpus Domini va in Chinatown ma forse i cinesi non andranno al Corpus Domini. O comunque, saranno pochi. Il motivo? Ragioni di sicurezza. «I fedeli cattolici che frequentano la parrocchia dell’Ascensione mi raccontano quanta paura abbiano a uscire la sera sulle strade di via Pistoiese. Non si sentono sicuri visti i numerosi episodi di scippo e rapina negli ultimi tempi».
A dipingere questa situazione è padre Francesco Saverio Wang, cappellano della parrocchia di via Galcianese, frequentata dalla piccola comunità cattolica dagli occhi a mandorla di Prato (quasi 200). L’annuncio del vescovo Franco Agostinelli di voler spostare la processione del 30 maggio dal centro storico a via Pistoiese (ma l’arrivo rimarrà sempre in cattedrale) deve essere visto però come un segnale, secondo don Wang.
«La Chiesa dà prova di essere una casa accogliente, è un potente veicolo d'integrazione. Quella del Corpus Domini ne è testimonianza: monsignor Agostinelli, del resto, era rimasto molto colpito dall’ultima Via Crucis che si era svolta nel quartiere cinese». Fino a qualche anno fa la comunità cattolica orientale era più nutrita: «Molti miei connazionali - fa sapere padre Wang - sono ritornati in Cina».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
