Il Tirreno

Prato

«Facciamo 10 euro al giorno, per mangiare»

«Facciamo 10 euro al giorno, per mangiare»

Nigeriani e senegalesi fuggono alla vista dei vigilantes, chi resta tira fuori ombrelli e collanine

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PRATO. Alcuni sono senegalesi, altri nigeriani. Vivono a Prato da pochi mesi, quanto basta per capire che manca il lavoro da queste parti. In qualche modo però bisogna tirare avanti. Senza contare i parenti rimasti in Africa che si aspettano di vedere qualche soldino spedito dall’Italia. Da due mesi piazzale Ebensee è diventato il territorio di Baifa: in Senegal faceva il muratore disoccupato, qui si è ridotto a fare il parcheggiatore abusivo. Ieri mattina, appena sono arrivate le guardie giurate, c’è stato il fuggi fuggi generale. Chi è rimasto ha tirato fuori ombrelli e collanine per spacciarsi venditore ambulante. «Siamo qui per aiutare la gente e anche la gente ci aiuta - ribatte Baifa - Ogni tanto qualcuno minaccia di chiamare le forza dell'ordine ma noi cerchiamo di fare un po’ di soldi per aiutare le nostre famiglie in Senegal, oltre al minimo per sopravvivere qui. Il nostro guadagno oscilla dai 10 ai 15 euro al giorno». Ogni mattina sono in venti o trenta a spartirsi le aree dello spazioso parcheggio utilizzato da chi deve andare all’ospedale e dai dipendenti dell’Asl. Qui la ricerca del posto auto, nelle fasce di punta (in concomitanza con l’orario di visita dei malati), può trasformarsi in una caccia al tesoro. «Non pretendiamo i soldi, l’offerta è libera e noi non molestiamo nessuno: c’è chi ci dà 5 centesimi» racconta Diope Serin. Che ora è preoccupato perché la presenza dei vigilantes rischia di ridurre le sue già magre entrate. «Alla loro vista scappiamo. Come faccio a pagare un affitto da 650 euro, diviso tra cinque persone, se smetto di fare il posteggiatore?». Per gli automobilisti piazzale Ebensee rappresenta una trappola.Gli automobilisti si armano di pazienza mentre il parcheggiatore accorre in loro soccorso.

«Qui il posto non si trova mai – lamenta Lorenza Ugolini – e loro, i ragazzi senegalesi e nigeriani, non hanno un lavoro. Praticamente l’obolo per il parcheggio è una tassa che si aggiunge al costo della sosta». Spezza una lancia in favore dei parcheggiatori invece la signora Antonietta Rusciano mentre scende dall’auto: «Hanno da campare anche loro: meglio che facciano quest’attività piuttosto che qualcosa di più “pesante”». Per la signora Ilenia Barozzino, del resto, i problemi sono ben altri. «Bisogna girare mezz’ora prima di trovare un posto. E oltretutto il tagliando per la sosta è caro» (m.l.)

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