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Giangrande, il carabiniere muove testa, spalle e leggermente gli arti

Giangrande, il carabiniere muove testa, spalle e leggermente gli arti

A sostenerlo un parente del brigadiere di Prato ferito al collo nella sparatoria di Palazzo Chigi. Sulla terrazza del policlinico Umberto I campeggia uno striscione con la scritta. “Giuseppe uno di noi”. Il prossimo bollettino medico non prima di lunedì 6

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PRATO. Anche se la prognosi resta ancora riservata, le condizioni di Giuseppe Giangrande, il brigadiere dei carabinieri di Prato gravemente ferito al collo durante la sparatoria di domenica scorsa (5 maggio) davanti a Palazzo Chigi, sarebbero in lieve miglioramento. Lo ha confermato un parente di Giangrande all’Ansa di Roma. “Muove leggermente la testa, le spalle e ci sono piccolo segnali di mobilità alle braccia” è quanto affermato. Secondo il parente del carabiniere, Giangrande potrebbe essere trasferito la prossima settimana a Imola per la riabilitazione.

Nessun nuovo bollettino medico, intanto, è stato emesso dall’ equipe del policlinico Umberto I di Roma. La prognosi resta riservata e lo sarà almeno fino a fino a lunedì 6 maggio.

Sulla terrazza dell’ingresso dell’ospedale romano campeggia da qualche ora uno striscione sul quale si legge la scritta : “Giuseppe uno di noi”. Ideatori dell'iniziativa sono due carabinieri in congedo, fondatori del gruppo Facebook in onore di Giangrande. «La nostra vuole essere la risposta a chi inneggia ad un gesto folle come quello di domenica - dicono il pisano Alberto Bertolini e il romano Gabriele Nicoletti -. Vogliamo dimostrare che c'è un'Italia buona, bella, che è sempre al fianco di eroi come Giuseppe». Loro Giangrande non lo hanno mai conosciuto, ma da “uomini di Stato, seppur in congedo” non ci stanno alle pagine inneggianti a Preiti comparse sui social network. I due colleghi di Giangrande hanno lasciato il Policlinico lanciando un messaggio di solidarietà alla famiglia e soprattutto alla figli del brigadiere: “Forza Martina”.

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