Il Tirreno

Prato

Non toccate i cuccioli di capriolo lasciati nei prati

Non toccate i cuccioli di capriolo lasciati nei prati

L’appello del Centro di scienze naturali: non sono abbandonati, la madre li allatta la sera. Ma se vengono toccati non li riconoscerà più e resteranno orfani

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In questo periodo nascono i cuccioli di capriolo, daino e cervo. Con l’arrivo della bella stagione tanti escursionisti frequentano boschi e prati e proprio in questi spazi si trovano davanti i cuccioli soli e tranquillamente adagiati nella vegetazione all’interno di campi, radure o in boschi. Infatti le femmine di cervo, capriolo, o daino, per proteggerli, non stanno loro vicini in quanto la loro presenza potrebbe richiamare i predatori, ma vanno ad allattarli, prevalentemente durante la sera e nella notte.

Il Centro di Scienze Naturali di Galceti rivolge un appello ricordando a quanti si trovino a operare o passeggiare in boschi e campagne di non toccare, accarezzare, o raccogliere cuccioli apparentemente abbandonati, se questi non sono feriti o in effettiva necessità di soccorso. Una sola carezza imprime l’odore dell’uomo al cucciolo e la madre non lo riconoscerà più.

In qualsiasi caso, prima di toccarli si consiglia di avvertire il Centro di scienze naturali di Prato (0574/460503) o la polizia provinciale (328 0410822) che provvederà a dare tutte le informazioni per la reale salvaguardia dei cuccioli.

Il centro rivolge anche un invito anche agli agricoltori: prima di utilizzare macchine per la sarchiatura o la sfalciatura dei prati o dei campi si consiglia di passare a piedi in questi luoghi per verificare che non siano presenti dei cuccioli. In questi casi è necessario raccoglierli, provvisti di guanti da giardino, rimetterli al sicuro in luoghi vicino, dopo avere effettuato uno “schampoo d’erba fresca” su tutto il corpo del cucciolo per togliergli l’odore dell’uomo.

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