Il Tirreno

Prato

«L’obiettivo è riuscire a dare benefici reali»

di Ilenia Reali
«L’obiettivo è riuscire a dare benefici reali»

Tronconi ( Smi) sta trattando per aumentare gli sgravi per le aziende che rientrano nei parametri

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PRATO. Era dal 2008 che le aziende tessili chiedevano di poter diventare “energivore”. E soprattutto di aver diritto agli sgravi riconosciuti alle grandi aziende consumatrici di energia, le acciaierie soprattutto. Ora un nuovo decreto ha cambiato i parametri e alcune aziende pratesi potranno usufruire degli sconti mentre altre invece - le più piccole - rimarranno fuori. Altre invece ne avranno diritto ma solo in parte. Del resto, è opinione di Michele Tronconi presidente di Sistema moda Italia, c’è un punto da cui è necessario partire anche se non soddisfa proprio tutti.

Tronconi, qual è la situazione oggi?

«La situazione ora è abbastanza incoraggiante rispetto al passato almeno. I ministri Passera e Grilli hanno recepito correttamente la normativa comunitaria che considera energivore quelle imprese che hanno un costo dell’energia (considerando la somma delle varie bollette energetiche ) che supera il 3 per cento sul valore della produzione. Quando io cominciai a parlare di accogliere il settore tessile nel perimetro delle aziende energivore era il 2008 e Scajola mi disse che non era possibile perché l’Europa non lo consentiva. Andando a verificare e scoprimmo, come Smi, che la direttiva comunitaria esisteva e diceva esattamente il contrario di quanto sosteneva il ministro. A livello nazionale intanto si consideravano energivore quelle aziende che consumano tanto e senza guardare all’incidenza del consumo».

Il nuovo decreto cosa prevede nel dettaglio?

«E’ stata riconosciuta una soglia di 2,4 gigawatt di consumo ma non sommando tutte le fonti energetiche. Di fatto è stata istituita una doppia soglia perché se fosse stata decisa una percentuale sul fatturato il perimetro delle aziende che avevano diritto agli sconti sarebbe stata troppo alta e sarebbero servite troppe risorse in questa fase di grossa difficoltà dello Stato. E’ comunque positivo che sia stato riconosciuto il criterio comunitario anche se non tutti potranno avere gli sgravi sulle accise. E’ un punto di arrivo e di partenza quando la situazione sarà migliore».

Ma quali benefici avranno le aziende che rientrano nei parametri?

«Ora molte aziende della nobilitazione si sa dovrebbero rientrare nei parametri ma ancora non si sa quali benefici potranno avere. Fino a oggi c’era lo sgravio delle accise ma stiamo tentando di capire se sul tavolo può essere messo qualcosa di più. Noi paghiamo il 30% in più rispetto ai concorrenti europei: un incubo per le aziende tessili. Ripeto è giusto quanto fatto dal Governo recependo la direttiva comunitaria però siamo in una fase in cui va regolamentato anche il beneficio. Stiamo trattando per aiutare, come fine ultimo, le aziende che hanno una dimensione media a tenerla. Non posso chiedere oggi al Governo di abbassare la soglia ma, dovendo scegliere, devo insistere sulla consistenza degli aiuti per chi li prenderà. Senza scegliere andiamo tutti contro il muro: preferisco che qualcuno almeno riparta e torni competitivo con le aziende degli altri paesi».

E a Prato questa scelta cosa determinerà?

«Ci sono a Prato aziende della nobilitazione di una certa dimensione e queste devono tenere duro e devono rimanere sul mercato e avranno gli sgravi. Certo ci sarà qualche piccolo che rimarrà fuori dalle agevolazioni ma siamo certi che queste siano determinanti per queste aziende? Su questo aspetto si gioca il futuro industriale del Paese. E siamo chiari: non possiamo avere la moglie ubriaca e la botte piena. E bene quindi scegliere di far avere benefici reali a chi ha prospettive ed è in grado di creare lavoro».

@ileniareali

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