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Lite tra i giovani Pd, Sanzò: “Non ci sto ad essere chiamata zavorra”
La consigliere comunale, rimasta nella squadra della segretaria Ilaria Bugetti, polemizza con l’assessore Beltrame e richiama all’ordine: “Più senso di responsabilità, parlare nelle sedi appropriate e basta con le correnti”
PRATO. Cristina Sanzò, consigliere comunale e componente della segreteria Pd di Ilaria Bugetti non ci stà ad essere definita "zavorra".
Continuano le reazioni polemiche tra i giovani Pd all'intervista dell'assessore Alessio Beltrame che dopo le dimissioni di sette under 40 dalla squadra delle segretaria, dopo la presa di posizione di Bugetti che ha affermato che non scenderà dalla nave "come uno Schettino qualsiasi", ha sferrato un ulteriore cazzoto dicendo che Bugetti rischiava dal far affonda definitivamente la nave restando solo con della "zavorra".
"Ho avvertito la necessità di rispondere a Beltrame - dice Cristina Sanzò - di esprimere il mio pensiero di "zavorrante". Se il senso di responsabilità è una zavorra allora ho le spalle curve dal peso che sto sopportando in questi giorni. Cosa dire agli elettori e ai militanti del Pd che come ognuno di noi sono delusi, amareggiati, frustrati da una dirigenza a cui abbiamo dato per l'ennesima volta fiducia, che invece si è dimostrata più attaccata ai propri interessi di bottega piuttosto che al proprio ruolo di dialogo e mediazione con l'elettorato costretta infine a rivolgersi ancora una volta a Napolitano?”
“Si sono manifestate le contraddizioni di quel sistema di valori in cui prevalgono gli interessi di breve scadenza e che non riesce più a riconoscersi nello spirito di comunità, quindi di comune appartenenza politica. La politica è condivisione di idee, progetti che possono cambiare le cose, è l'abbandono delle facili certezze, della presunzione di sé e della indiscutibilità dei propri convincimenti per scegliere di farsi accompagnare dal dubbio dalla voglia di capire, confrontarsi e condividere".
" Il passato recente a Prato - continua - avrebbe dovuto insegnare qualcosa ma probabilmente ancora non è sufficiente. La mia storia politica, il mio stare all'interno delle istituzioni sempre da eletta e mai da nominata , l'aver sempre messo la faccia ed assunto le responsabilità delle proprie scelte, l'aver messo sempre davanti a me l'interesse collettivo a quello personale, l'età anagrafica ancora all'interno della decade dei quarantenni, reclama ancora una volta un appello alla responsabilità e quindi la necessità di permanenza all'interno degli organismi di partito per traghettare il partito stesso ai prossimi appuntamenti: questo comportamento per me è da classe dirigente di partito".
" Occorre però richiamare tutti - dice - al senso di responsabilità e aprire una nuova fase di dialogo, al fine, tutti insieme, di cercare di dare delle risposte ai nostri iscritti, a chi sta vivendo sulla propria pelle questa crisi, alle nuove generazioni che hanno diritto ad un futuro. Se ci sono idee concrete ben vengano, parliamone nelle sedi appropriate, apriamoci alla città, chiediamo un contributo di partecipazione e di confronto per progettare la città che sarà con lo spirito di concertazione che ha dato ottimi frutti in passato e chiamando tutti alla scrittura di un patto di rilancio e di impegno che possa generare nuovo slancio. Così facendo la nostra classe politica riacquista credibilità e si può presentare a testa alta di fronte alle prossime sfide che ci attendono tutti insieme, come Pd e non come correnti del Pd".
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