Viaccia, assalto alla villa ma i ladri sono ragazzini
Una “banda” di tredicenni e quattordicenni sfonda il portone dell’abitazione Rintracciati grazie a un cellulare, si giustificano: «Era soltanto una bravata»
PRATO. Hanno sfondato la porta e la finestra di una villa con una mazza da muratore, ma non sono i soliti ladri. Dietro al tentativo di furto compiuto giovedì pomeriggio nella zona di Viaccia ci sono cinque ragazzini le cui età, sommate, non arrivano ai 70 anni.
Si tratta di due quattordicenni e di tre tredicenni, tutti italiani ovviamente incensurati. Impauriti quando hanno visto arrivare a casa la polizia, ma abbastanza spavaldi da procurarsi un mazzuolo e sfondare una casa che è evidentemente abitata.
E’ successo poco dopo le 17 di giovedì, quando una donna ha chiamato il 113 e ha detto di aver sentito dei forti rumori provenire dalla villa accanto alla sua abitazione. Lì vive la madre della donna, che in quel momento non era in casa.
Gli agenti della prima volante che è arrivata sul posto hanno visto un gruppetto di ragazzini fuggire in direzione dell’argine del torrente Bardena e probabilmente non hanno nemmeno pensato che i ladri potessero essere loro. I poliziotti hanno poi verificato che il portone della villa e una delle finestre erano state pesantemente danneggiate e così hanno deciso di seguire le tracce del gruppetto di ragazzini visti allontanarsi poco prima.
Lungo la strada, come nella fiaba di Pollicino, i ragazzi hanno seminato diversi oggetti: una mazza da muratore, un telefono cellulare e un borsello.
E’ stato grazie al cellulare che la polizia ha potuto rintracciare gli autori della bravata. Analizzando il traffico del telefono, infatti, la polizia ha individuato il quattordicenne. Gli agenti sono andati a cercarlo a casa, ma non l’ha trovato. In casa c’era la madre che, superato un primo momento di sorpresa, ha detto ai poliziotti che il figlio era uscito insieme a un amico di 14 anni e ad altri tre di 13. Finalmente rintracciato in serata, il ragazzino ha ammesso di essere l’autore del tentativo di furto, ma ha aggiunto che lui e i suoi amici in realtà non volevano rubare nulla. Pensavamo che quella villa fosse disabitata e così abbiamo deciso di entrare forzando il portone.
Una versione che non sta in piedi, e che non ha impedito alla polizia di segnalare i due quattordicenni alla Procura presso il Tribunale dei minorenni di Firenze. Gli altri tre ragazzini, avendo meno di 14 anni, non sono nemmeno imputabili.
Per tutti e cinque la vera punizione è, almeno si spera, una ramanzina da parte dei genitori, che hanno saputo dalla polizia, e non da loro, quello che era appena successo. (p.n.)
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