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Presidio dei farmacisti davanti al palazzo comunale
I dipendenti di PratoFarma, di cui il Comune è socio al 15%, protestano per il mancato rinnovo del contratto scaduto da 34 mesi. «La proprietà inoltre decide anche quando dobbiamo andare in ferie e ci hanno aumentato le ore con lo stesso stipendio”
PRATO. Riuscito in parte il presidio di un'ora davanti al palazzo comunale dei farmacisti dipendenti di PratoFarma spa di cui il Comune è socio al 15%.
«Oggi siamo in pochi – raccontano i presenti – perchè molti hanno un contratto a termine e alcuni hanno paura di ritorsioni». Nonostante tutto la delegazione è riuscita a farsi ricevere dal vice sindaco Goffredo Borchi e ad accendere i riflettori su un problema serio.” Il contratto è scaduto da 34 mesi – spiega Laura Leo - non c'è dialogo con la proprietà che impone le proprie decisioni, inoltre ci trattano come se fossimo dei commercianti, ma siamo professionisti che non hanno a che fare con clienti bensì con pazienti».
I farmacisti chiedono anche di abolire il regolamento entrato in vigore il primo gennaio che è peggiorativo sia dal punto di vista normativo che economico. “Le ore lavorative sono passate da 38 a 40 con la stessa retribuzione – spiega Vania Taglioli - inoltre possiamo essere spostati a piacimento della proprietà che decide anche quando dobbiamo andare in ferie. Garantiamo un servizio importante per la città e questo non ci viene riconosciuto, abbiamo due farmacie operative 24 ore su 24».
A fianco dei farmacisti anche il sindacato. «Capiamo che il momento è particolare – spiega Alberto Santini di Filcams - ma non possiamo partire da condizioni peggiorative rispetto alle attuali. Siamo aperti al dialogo, cosa che non sembra disposta a fare Admenta Italia spa» . All'amministrazione comunale, la delegazione ha chiesto un intervento per aiutare a sbloccare la trattativa: «La professionalità di chi svolge un servizio pubblico va tutelata - ha detto Borchi - Per questo ci interesseremo per proporre la realizzazione di un tavolo d'intesa qui a Prato tra le parti coinvolte».
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