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Controlli sul calcio dilettanti. Taiti: «Manca una legge di settore»

Controlli sul calcio dilettanti. Taiti: «Manca una legge di settore»

Il presidente del Coni commenta gli accertamenti della guardia di finanza sul Maliseti: «Qualche anno fa giravano più soldi, ora le società si arrangiano con le pizzerie»

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«Il vero problema delle società sportive dilettantistiche? La mancanza di una legge che regoli l’intero settore». E’ il commento di Massimo Taiti, presidente provinciale del Coni, sulla notizia dei controlli della guardia di finanza sui conti del Maliseti calcio. Controlli che potrebbero estendersi anche ad altre società, perché i problemi sono gli stessi per tutti: raccogliere fondi per mandare avanti un’attività che in fondo all’anno costa tra i 150.000 e i 200.000 euro.

«Qualche anno fa giravano più soldi intorno al calcio, ma anche ad altri sporti dilettantistici - spiega Taiti - Ora è più difficile trovare sponsor e così le società si arrangiano con le pizzerie». Accanto alle sedi di molte squadre sono spuntate le pizzerie, i cui incassi sostengono la prima squadra e le formazioni giovanili. Ora la Finanza vuole capire se è tutto in regola. Non del tutto a Maliseti, dove proprio sull’attività della pizzeria sono state mosse contestazioni. «Ma non pensiate che i presidenti si mettano i soldi in tasca - avverte Taiti - Cercano di portare avanti l’attività coi mezzi che hanno. Il problema è che da sempre manca una legge che regoli il settore. Nessuno dei governi che si sono succeduti ha voluto mettere mano a una normativa complessiva, e il risultato è che ci troviamo in un limbo, se non in una giungla. Proprio per questo a giugno organizzeremo un convegno sulla fiscalità nel mondo dello sport».

Il Coni tenta insomma di mettere un po’ di ordine in una situazione diventata caotica. «Al momento noi fungiamo da notai per l’iscrizione delle società nel registro delle associazioni sportive - aggiunge il presidente Taiti - E’ il requisito per poter poi ottenere contribuiti e sponsorizzazioni»

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