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Rapina ed estorsione Patteggiano i fratelli Bartolo

POGGIO A CAIANO. Due anni di reclusione con la sospensione condizionale della pena per Silvano Bartolo, 44 anni, e tre anni e sei mesi di reclusione con rimessione in libertà ed obbligo di firma per...

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POGGIO A CAIANO. Due anni di reclusione con la sospensione condizionale della pena per Silvano Bartolo, 44 anni, e tre anni e sei mesi di reclusione con rimessione in libertà ed obbligo di firma per il fratello Vincenzo di 47 anni. Sono queste le pene che i due fratelli residenti a Poggio a Caiano, difesi dagli avvocati Costanza Malerba e Federico Febbo, hanno patteggiato col pubblico ministero Roberta Pieri davanti al giudice delle udienze preliminari, Fantechi. Nella stessa udienza è stato invece rinviato a giudizio Imed Beji Ben Salem, 47 anni, difeso dall’avvocato Elena Augustin, che non ha ritenuto di arrivare ad un patteggiamento per il suo presunto ruolo nella vicenda per la quale tutti e tre furono arrestati nel febbraio dell’anno scorso.

Secondo l’accusa i due fratelli con schiaffi e minacce di morte, caricando il timbro delle voci con l'accento calabrese e paventando l'appartenenza ad una cosca ndranghetista, con la complicità del tunisino erano riusciti a rapinare un trentaquattrenne pistoiese di duemila euro. E l'avrebbero fatta anche franca se una settimana più tardi un cittadino non avesse informato i carabinieri della stazione di Poggio a Caiano di quanto gli era capitato di vedere.

La rapina sarebbe avvenuta il 16 dicembre 2011 nella sala giochi adiacente al Bar Sport in piazza XX Settembre a Poggio a Caiano ai danni di un dipendente di una società che gestisce slot machine.

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