Autotrasportatore contoterzi per lavoro e per passione
PRATO. Sveglia puntata alle 5 del mattino. Giù dal letto e via di corsa a sedersi al volante del suo furgoncino, pronto a svicolare nel traffico per portare la merce ai clienti sparsi per la città,...
PRATO. Sveglia puntata alle 5 del mattino. Giù dal letto e via di corsa a sedersi al volante del suo furgoncino, pronto a svicolare nel traffico per portare la merce ai clienti sparsi per la città, prevalentemente di Firenze. La giornata tipo di Marco Noci, 36 anni, è così strutturata dal 1999, esattamente da quando scelse di cambiare lavoro e mettersi in proprio: «Faccio l’autotrasportatore conto terzi da quindici anni – racconta – fu mio padre, che ha sempre fatto questo mestiere, a prospettarmi l’idea. Così quando mi è capitata l’occasione non ho esitato».
Non è stata una scelta obbligata, bensì consapevole: «All’epoca ero impiegato in una tipografia, per cui mi occupavo di tutt’altro – dice – l’idea di cambiare settore è nata proprio da un desiderio personale di intraprendere un’attività tutta mia». Da “padroncino” Noci si occupa di trasportare merci del settore alimentare. «E’ un lavoro molto impegnativo – fa notare - sia dal punto di vista dello sforzo fisico che richiede, sia da quello organizzativo: ogni giorno devo conciliare gli orari della clientela con quelli della committenza e dell’accesso alle diverse aree della città in base ai tempi del carico e scarico merci. Non è affatto una cosa semplice».
Va da sé che le condizioni meteo non sono sempre favorevoli. «Non importa se c’è sole, vento o pioggia – sottolinea – non mi posso fermare finché non ho finito». La crisi fortunatamente non ha avuto ancora ripercussioni negative sul suo settore. «Quello alimentare è forse il comparto che regge meglio – spiega – anche se in questi anni abbiamo assistito alla chiusura di un numero importante di attività. Da parte mia, nonostante abbia un committente che assorbe il 60-70 per cento del mio tempo lavorativo, mi sento abbastanza tranquillo perché la clientela alla quale ci rivolgiamo è solida e molto fidelizzata». Non nega però che rispetto a quindici anni fa, oggi è più difficile stare sul mercato, specie per una piccola impresa conto terzi. L’aumento dei costi, in particolare quello del carburante, ha contribuito ad appesantire la situazione.
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