Il presidio
Attentato a Boston: “Mia moglie è salva ma a Prato è stata una notte di vero terrore”
Parla Nicola Colzi, marito di Cristina Bini, la maratoneta uscita illesa dal terribile attentato. La loro è una della famiglie di imprenditori più famosi e importanti del distretto tessile pratese
PRATO. A poche ore dall’attentato di Boston dal quale è uscita incolume la pratese Cristina Bini - figlia dell’imprenditore più famoso del distretto Roberto Bini, patron di numerose aziende tessili e di ediliza - abbiamo contattato la famiglia e siamo riusciti a parlare con il marito, Nicola Colzi - anche lui imprenditore - che ha ricostruito le ore di tensione e di paura da quando ha appreso la notizia guardando la televisione a quando è riuscito a contattare la moglie.
“Ero davanti alla tv, come tutti, ho sentito la notizia delle bombe alla Maratona e ho ovviamente provato subito a chiamare Cristina. Lei però non rispondeva. E’ vero che quando corre non porta con se il telefonino ma per me è stata un tempo infinito di terrore. In quell’ora, per altro, abbiamo saputo anche della seconda esplosione. Non so come dire: è stata un'ora di passione. Poi, per fortuna, Cristina appena è riuscita, ci ha chiamati. Ha detto che stava bene anche se era letteralmente sconvolta".
“Vi assicuro che in famiglia è stato il panico vero. Sono stato tutta la notte sveglio per capire cosa stesse accadendo laggiù. E' andata bene, per fortuna. E ci auguriamo che nelle prossime ventiquattro-quarantotto ore Cristina possa volare a Prato. Non sappiamo ancora con precisione quando i cieli saranno riaperti. E’ andata bene, è questo che conta”.
Nicola Colzi, è titolare del lanificio Texco, Cristina Bini, sua moglie, mamma di due bambini, è da anni appassionata di jogging. Suo padre Roberto Bini è il patron dellaBorgosesia, uno dei più grossi imprenditori di tessuti della zona, prodotto tipico per cui Prato è famosa nel mondo.
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