Il Tirreno

Prato

«Porto al Papa le tante preoccupazioni»

 «Porto al Papa le tante preoccupazioni»

Il vescovo Franco Agostinelli è a Roma per la visita ad limina e riferirà sulla crisi delle famiglie pratesi

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. «Rivolgo un appello agli addetti alla politica perché facciano presto, perché non si limitino a difendere gli interessi di parte quando la casa brucia». Il vescovo di Prato Franco Agostinelli è preoccupato per il difficile momento che stanno vivendo le famiglie, e si rivolge direttamente alle istituzioni, affinché abbiano «uno scatto di dignità e non dimentichino che sono state elette per servire il popolo, non per servirsi del popolo».

In questi giorni monsignor Agostinelli, insieme agli altri vescovi della Toscana, è a Roma per la visita ad limina, l’incontro quinquennale che gli ordinari diocesani hanno con il Pontefice e con le Congregazioni della Curia vaticana. Come gli altri confratelli dovrà esporre a Papa Francesco la realtà della propria Chiesa, in primis dal punto di vista ecclesiale e pastorale, ma anche presentare la realtà sociale del territorio. Una valutazione quest’ultima che monsignor Agostinelli considera «non secondaria alla nostra indagine, perché il lavoro è parte integrante dello sviluppo della persona; nel lavoro la persona si realizza come tale, recupera la sua dignità, oltre a trovare i mezzi per il proprio ed altrui sostentamento».

Nel suo intervento il vescovo di Prato ammette che sarà costretto a presentare al Papa una «situazione preoccupante in cui versa la società pratese; il timore e l’angoscia di tante famiglie che temono per il posto di lavoro e di non farcela più». Mons. Agostinelli parlerà a Francesco di «questa città ex-fabbrica che ora offre lo spettacolo avvilente di tanti capannoni chiusi; dovrò rappresentare le preoccupazioni di operai, negozianti, imprenditori che guardano con apprensione al futuro sempre più incerto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera