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Prato

Mazzoni (Pdl): «Regione e Asl boicottano il Polo oncologico»

Mazzoni (Pdl): «Regione e Asl boicottano il Polo oncologico»

Il senatore interviene sul trasferimento del direttore dell’Asl 4 accusando il presidente della Regione Rossi di non avere troppo a cuore la città di Prato

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PRATO. «Del manuale Cencelli con cui Rossi gestisce da anni la sanità Toscana sarebbe sciocco sorprendersi, anche se è paradossale che Cravedi sia stato rimosso a pochi mesi dall'entrata in funzione del nuovo ospedale - scrive il senatore Pdl, Riccardo Mazzoni - Ancora una volta Prato viene considerata come estrema periferia dell'Impero, e anche di questo non ci dobbiamo meravigliare più di tanto. E comunque, se gli uomini contano, contano soprattutto i fatti con cui la città dovrà fare i conti nei prossimi mesi, con un nuovo ospedale che risulterà insufficiente e inadeguato a coprire le esigenze sanitarie di un'area complessa come la nostra. Ma la cosa che voglio denunciare oggi è un'altra, e chiama in causa sia l'Asl che la Regione, che stanno di fatto boicottando il Polo oncologico nonostante le aperture di facciata”.

“L'elemento qualificante del Polo è stato la creazione del laboratorio traslazionale - continua Mazzoni - grazie a questa struttura, infatti, possono essere applicate le più recenti pratiche terapeutiche con una personalizzazione per ogni singolo caso che le rende più efficaci. In Toscana reiette un solo laboratorio traslazionale, ed è quello della Fondazione Pitigliani, che ci ha investito 500mila euro. Si tratta di un elemento indispensabile per arrivare a un Istituto dei tumori all'altezza dei più aggiornati modelli sanitari. Ebbene: a causa dei ritardi di Asl e Regione questo laboratorio attualmente è chiuso perché l'unico medico che aveva le competenze specifiche per gestirlo è tornato negli Stati Uniti e non è stato ancora bandito il concorso per sostituirlo. La sensazione, purtroppo, è che si stia facendo di tutto per ostacolare la crescita di un Polo oncologico che è già un'eccellenza mondiale e che però ai margini delle strategie di Rossi, troppo impegnato nel Risiko dei dirigenti”.

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