Il Tirreno

Prato

Dal Sol Levante al centro di Prato sempre con la musica nel cuore

di Maria Lardara
Dal Sol Levante al centro di Prato sempre con la musica nel cuore

La passione è la lirica per il soprano di origine giapponese che vive dal 1997 in città «Mi trovo a mio agio ma ai concerti vedo pochi giovani, bisogna trovare il modo di coinvolgerli»

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PRATO. Se i complimenti le arrivano da un melomane doc come Fiorenzo Gei, direttore di “Prato Lirica”, allora vuol dire che è stata brava. E che la sua voce di soprano ha fatto furore dal palco: musica per le orecchie di chi ascolta Mayumi Kuroki. Prato e Mayumi, destini che s’intrecciano sulle note della musica. Prato è la città adottiva dove scelse di vivere nel 1997 questa cantante lirica sposata con Andrea Mottaran, pianista docente della scuola Verdi.

Dal Sol Levante a Prato Lirica. Elegante e dal look impeccabile, la cantante Mayumi è tra i venti cittadini del Sol Levante che risultano residenti a Prato. Anzi, bisognerebbe chiamarla “maestro” visto che dal 2011 Mayumi dirige il coro di “Prato Lirica”: salto di qualità di una carriera che l’ha vista prima nella Corale di San Martino fino al 2007 e poi nella corale Guido Monaco (2007-2011) come insegnante di tecnica vocale. Le sue mani, all’ultimo “Prato Festival” sotto Natale, hanno guidato il coro di “Prato Lirica” in un repertorio di Bach, Mozart e Rossini nella cornice della chiesa della Resurrezione. «Non è facile coordinare la voce di quaranta persone - racconta - Il segreto sta nel linguaggio dei gesti, nell’espressione».

Prato, scelta casuale ma azzeccata. Prima del 1997 Mayumi abitava a Rovigo e, ancora prima, aveva vinto una borsa di studio del “Rotary International” per studiare in Italia e poi diplomarsi nel 1997 al Conservatorio di Bologna.

«Mi trasferii qui perché la mia insegnante di Rovigo era fiorentina. Ma abitare a Firenze costava troppo, così scelsi Prato: la trovai a misura d’uomo, con un centro storico carino, l’ideale per una come me che non ama la guida. L’accoglienza dei pratesi fu subito straordinaria. Devo molto al presidente della Corale San Martino Claudio Jozzelli che ha creduto in me dando un’opportunità a una cantante straniera». L’agenda di Mayumi trabocca di impegni, complice il bicentenario della nascita di Verdi che proprio oggi pomeriggio (alle 17.30) la vedrà al lavoro alla sala Banti di Montemurlo, dove il coro di Prato Lirica intonerà le più celebri arie verdiane. Ma il 2013 è anche il bicentenario della nascita di Wagner. E se da spettatrice Mayumi ama ascoltare Verdi, da interprete ama spaziare sulle ali di Wagner. D’altro canto la musica è sempre stata nel suo dna familiare, per una che da piccola canticchiava “Habanera” di Bizet, figlia di un’ex direttrice di coro.

Pratesi, popolo di Melomani. In tasca una laurea in Canto presso la prestigiosa università di Belle Arti e musica di Tokyo, per Mayumi vivere a Prato, nel salotto buono della città (abita in centro), è come sentirsi a casa, una bella casa dove si suona sempre musica, abitata dai pratesi con il pallino della lirica, tanti secondo Mayumi, e che compongono lo zoccolo duro dei melomani doc: il direttore di “Prato Lirica” Fiorenzo Gei è uno di questi ma Mayumi ricorda volentieri anche il compianto presidente dell’associazione Fiorenzo Targetti. «Ma – fa notare - ai concerti e alle opere vedo pochi giovani, bisogna trovare il modo per coinvolgerli di più. In generale, mi piace la mentalità dei pratesi in cui mi ci rispecchio: sono persone schiette, dicono le cose come stanno. In questa realtà c’è un bel fermento di attività musicali grazie a un tessuto di associazionismo e istituzioni radicate sul territorio, dalla Camerata strumentale alla scuola Verdi, passando per una tradizione di antichissime corali e associazioni attive nella promozione della cultura musicale tra le giovani generazioni, come Operaltra e Artes».

Quella volta col maestro Ozawa. Orfana del teatro d’opera a Prato, Mayumi è abbonata agli spettacoli del Maggio musicale fiorentino di cui conosce diversi coristi (come i pratesi Romano Martinuzzi e Enrico Nenci) e musicisti, in primis il pianista Andrea Severi con cui nel 2004 ha cantato alla Sagra musicale malatestiana in una serata nel segno di Strauss diretta da Luca Ronconi.

«La vicinanza con Firenze è elemento di forza e debolezza per Prato. Sarebbe bello coinvolgere le diverse realtà culturali presenti sul nostro territorio in un progetto unitario».

A proposito del Maggio: sul palco del Teatro comunale fiorentino è salita una volta, come interprete dell’opera “La piccola volpe astuta” di Janacek (2009) nelle parti del gallo e della ghiandaia con il maestro Ozawa sul podio e, prima ancora, al “Saito Kinen Festival” (2008) in Giappone. «Che onore è stato lavorare con un grande direttore come Ozawa: sotto la sua direzione ottenni il ruolo di Masha nella “Dama di Picche” di Tchaikowsky, sempre al Saito Kinen Festival”.

Come cantante lirica salirebbe volentieri sul palco per ricoprire di nuovo il ruolo di “Donna Elvira” nel “Don Giovanni” per il quale era già stata premiata al “Rome Festival” come migliore interprete.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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