Italia
«Pronti a fermare le ambulanze» Volontari minacciano lo sciopero
Il grido di allarme lanciato dai presidenti delle tre principali associazioni del soccorso «Ogni volta che usciamo ci rimettiamo: i rimborsi non sono sufficienti a coprire i servizi»
PRATO. «E’ una unione di lamenti. Lo facciamo insieme perché siamo tutti sulla stessa barca e chi prima chi dopo, se le cose non cambiano, saremo costretti a chiudere», parlano all’unisono i tre presidente delle tre principali associazioni di volontariato di Prato, per denunciare le tariffe rimaste ferme al 2006 per i servizi sanitari e che non consentono più di far fronte neppure ai costi vivi dell’attività delle associazioni.
Luigi Biancalani per la Misericordia, Franco Bigagli per la Pubblica Assistenza e Alessandro Coveri per la Croce d’Oro, hanno voluto mettere i puntini sulle «i» per sensibilizzare l’opinione pubblica e, soprattutto, per dare una scossa alle istituzioni. «Siamo in una situazione difficilissima con i rimborsi che, sebbene siano abbastanza regolari da parte della Regione, non riescono più a coprire neppure i costi vivi - dice Biancalani - I nostri politici parlano sempre bene dei volontari e noi possiamo dire che solo grazie a loro riusciamo a fare il nostro servizio perchè oggi, ogni volta che parte un’ambulanza lo facciamo a rimessa. Non siamo più in grado di coprire i costi».
Sulla stessa linea Bigagli, «L’assessore regionale Marroni ha confermato che sono stati stanziati 84 milioni per il trasporto sanitario, che è la stessa cifra dell’anno scorso e di quello prima. Io gliel’ho detto personalmente: le tariffe sono ferme al 2006 eppure mi sembra che da allora il mondo sia cambiato. La benzina non costa come sette anni fa, così come la manutenzione dei mezzi, il personale e le assicurazioni. In questi ultimi periodi inoltre le associazioni di volontariato pratesi sono sotto i riflettori delle Agenzie delle Entrate come se fossero delle affamatrici di popolo. Noi come Pubblica Assistenza sono due anni che non compriamo un mezzo nuovo perché non possiamo permettercelo e se qualcuno ci fa una donazione scatta il controllo del redditometro. Credo che ci sia qualcosa che davvero non funziona nel nostro Paese». E Bigagli è anche quello della proposta shock. «Io sarei anche per fare uno sciopero, garantendo solo i servizi di emergenza e il servizio ai dializzati, giusto per vedere come se la caverebbe l’Asl a far fronte a tutti i servizi».
Coveri, presidente della Croce d’Oro lancia un altro allarme: «Quando entrerà a regime la riorganizzazione del Sistema sanitario toscano avremo un taglio dei medici sulle ambulanze e quelli destinati alle emergenze notturne. Dagli attuali 9, Prato si ritroverà con un solo medico per tutta la città - dice Coveri - Sugli interventi saremo costretti a mandare i soli volontari che, sì sono preparati con corsi pagati da noi, ma sono sempre volontari e nella vita fanno altri mestieri non certo quello dell’infermiere o del medico. Chi ci rimetterà? Il cittadino».
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