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Piena, cinque milioni di danni agli argini

Piena, cinque milioni di danni agli argini

La ricognizione della Provincia sui danni del maltempo. Arrighini: «Situazione peggiore del previsto»

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PRATO. I conti sui danni provocati dell’ondata di piena di Ombrone e Bisenzio del 18 marzo scorso, la Provincia li sta ancora facendo ma davvero non tornano. «La situazione - ammette l’assessore all’Ambiente Stefano Arrighini è molto peggiore di quella preventivata». A oggi - a stime ancora in corso - i danni superano i quattro milioni e mezzo e con ogni probabilità raggiungeranno se non sorpasseranno i cinque. Le frane più numerose e più consistenti le ha subite il sistema dell’Ombrone nella zona del Montalbano ma anche nell’area di Prato. L’area storicamente più fragile dell’intero sistema idrico di Prato e provincia.

«A causa delle piogge persistenti gli argini si sono eccessivamente impregnati di acqua - spiega la dirigente del settore Ambiente Carla Chiodini che sta effettuando la ricognizione - una volta alleggerita la pressione dell’acqua la terra ha ceduto provocando, in alcuni casi, delle voragini». Che bisogna censire una a una (un’operazione delegata ai Comuni e all’Unione dei Comuni della Valbisenzio) per poter poi mandare la documentazione in Regione per la richiesta dello stato di emergenza e per avviare la difficile trattativa sullo sblocco del patto di stabilità. Perchè di soldi non ce ne sono e quei pochi sono congelati dal patto. E’ di ieri una nuova riunione in Regione tra tecnici per predisporre il piano operativo.

Per quanto concerne Ombrone e affluenti, fiumi con argini artificiali, si tratta, in prevalenza, di cedimenti anche importanti e in numerosi tratti. Per il Bisenzio, invece, che ha ancora argini naturali, il problema sta nel quantitativo di detriti, in particolare pietrame, trascinati dall’acqua «e che bisognerà rimuovere - continua Chiodini - dragando il fiume». Se i conti sul sistema dell’Ombrone sono in corso, quelli già censiti riguardano Prato con un milione e mezzo di opere da mettere in cantiere (90mila euro già spesi per interventi urgenti)e quelli comunicati dall’Unione dei Comuni valbisentini, per opere urgenti in parte già eseguite, per un altro milione e mezzo. La zona più colpita è quella di Vernio con 800mila euro di danni (36mila già spesi), a ruota viene il Comune di Cantagallo con 600mila euro di interventi necessari per mettere in sicurezza argini e strade (33 mila già investiti), in fondo c’è Vaiano con 150mila euro di danni calcolati fino a questo momento. Cifre e prospetti che saranno via via consegnati alla Regione.

Cristina Orsini

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