Le mamme in piazza contro i tagli alle materne e ai nidi
Manifestazione ieri in piazza San Francesco organizzata da Cgil, Cils e Uil. Genitori armati di striscioni e fischietti
PRATO. Quelle aule Maurizia le ha visto letteralmente nascere. Era il 1979, uno dei primi nidi comunali apriva a Prato. «Quando ancora c’era la volontà politica di puntare sul pubblico», rammenta maestra Maurizia mentre alla testa del corteo sorregge un cartellone. «Sono le immagini dei percorsi di genitorialità che abbiamo tenuto in questi anni», spiega.“La Valle incantata” è finita nella “black list” del Comune, essendo una delle tre sezioni di nidi comunali che vorrebbe chiudere (insieme a “Il Castellare” e “Mongolfiera”). Per questo la maestra Maurizia ieri pomeriggio era a protestare in via Ricasoli, insieme a circa 200 persone che hanno risposto alla chiamata di Cgil, Cisl e Uil: a decine, mamme e figlioletti al seguito, bidelle e maestre, hanno sfidato la minaccia della pioggia e, armati di fischietti e striscioni, hanno tuonato contro il piano dei tagli del Comune. Il messaggio a palazzo comunque è stato recapitato: quello che non va giù è il piano dei tagli per contenere la spesa del personale determinato (63 posti di lavoro a rischio) con il quale il Comune dovrebbe recuperare 650mila euro, esternalizzando i servizi ausiliari e le educatrici di sostegno appaltando tutto alle cooperative. C’erano le mamme del nido della Querce: in trenta ieri hanno inviato mattina una lettera al sindaco e all’assessore Pieri. Una di loro ha un figlio disabile, preoccupata che il bimbo possa perdere come punto di riferimento la propria maestra. Michela, l’insegnante dei loro figli, fa questo mestiere da oltre venti anni. E’ ancora precaria, va avanti a forza di incarichi annuali e lo slogan del cartello appeso intorno al collo recita così: “Sì al nido di qualità, no di quantità”. «Per 18 anni ho lavorato nel privato con orari insostenibili - racconta -. Ero in graduatoria nella scuola comunale, mi sentivo meglio tutelata. Il prossimo anno chissà». Poi ci sono le “bidelle”, altra generazione di precarie croniche. «Fino a ieri ci facevano fare i corsi di aggiornamento», dicono Maida, Antonietta e Laura delle scuole d’infanzia “Corridoni e Galilei”. A portare la solidarietà è il Pd, dalla segretaria Ilaria Bugetti alla consigliera comunale Ilaria Santi, passando per il capogruppo alla Est Simone Tripodi. Per i sindacati la manifestazione è solo l’inizio: «Domani (oggi, ndr) – fanno sapere Giovanni Iorio (Cgil), Massimo Cataldo (Cisl) e Luciano Mencacci (Uil) - formalizzeremo le nostre richieste con una lettera all’assessore: se necessario andremo in consiglio comunale».
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