Italia
Sì del Tribunale di Prato al concordato Marcolana
Il giudice Legnaioli ha dato il via libera alla richiesta della famiglia Barontini e come commissari ha nominato l’ex Sasch Evaristo Ricci con Donata Pieri
PRATO. Se a Grosseto l’imprenditore pratese Andrea Barontini ha diverse gatte da pelare e uno sciopero in corso delle lavoratrici che aspettano di riscuotere gli stipendi arretrati, a Prato incassa un successo.
Il tribunale di Prato ha dato il via libera al concordato dell’azienda un tempo capofila della famiglia Barontini, il lanificio Marcolana.
Sui numeri del concordato, presentati dal commercialista Fabrizio Franchi, nessuna notizia è trapelata se non che ha garantire i debiti dell’azienda pratese c’è l’azienda tessile, ormai chiusa, e i macchinari in Bulgaria. Una cifra importante, in una prima fase la valutazione era di sette milioni di euro, che dovrebbe arrivare dall’acquisto dell’azienda da parte di imprenditori probabilmente stranieri.
Si sa invece che il giudice del Tribunale Maria Novella Legnaioli ha affidato l’incarico di curatore concordatario a uno dei più importanti commercialisti locali, l’ex Sasch Evaristo Ricci e a una giovane professionista Donata Pieri che lavora in studio con un altro big del settore, Stefano Papi.
Una notizia positiva non solo per Barontini ma anche per i dipendenti che così vedranno accorciare i tempi di riscossione dei loro stipendi arretrati che per alcuni sono di diversi mesi.
Attualmente dei dipendenti del lanificio sedici sono ancora senza occupazione e cassa integrazione.
«Abbiamo però delle difficoltà - raccontano - perché non stiamo riscuotendo la cassa integrazione da tre mesi e venendo da un periodo difficile siamo oggettivamente molto stanchi della situazione».
Situazione che potrebbe però cambiare in tempi abbastanza stretti se la data (oggettivamente molto vicina) dell’adunanza sarà rispettata senza proroghe. L’appuntamento con i creditori è infatti fissato per il 22 maggio.
Sarà in quell’occasione che Barontini potrà tirare un sospiro di sollievo: è da quel voto infatti che arriverà il via libero definitivo alla procedura concorsuale.
Non va infatti dimenticato che tra i creditori di Barontini ci sono anche imprese che proprio per il mancato pagamento delle fatture hanno avuto enormi difficoltà e che potrebbero decidere per un voto negativo.
Ilenia Reali
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