Il Tirreno

Prato

«Non si deve aver paura di cambiare e bisogna fare formazione continua»

«Non si deve aver paura di cambiare e bisogna fare formazione continua»

Il mondo del lavoro è cambiato e i giovani non hanno potuto fare altro che adattarsi. E’ cambiata la mentalità e la “flessibilità”, anche se non garantita, spaventa sempre meno. Bernardo, 31 anni, si racconta e stimola alla riflessione

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PRATO. Per i giovani di oggi trovare un lavoro che li soddisfi anche economicamente non è facile. Spesso il percorso di studi è lunghissimo e, per scelta o per necessità, più volte nella vita si deve cambiare. La mentalità si è trasformata e oggi una carriera professionale è fatta di più esperienze e di più passaggi. E soprattutto è necessario rimettersi in gioco senza paura oltre a fare formazione continua. La mentalità dei giovani è cambiata: è come se sapessero che la via è questa e sempre di più guardano al cambiamento senza paura e senza i timori che invece hanno caratterizzato la generazione precedente.

Bernardo Toccafondi ha 31 anni e alle spalle un bel po’ di esperienze. «Ho studiato Scienze della comunicazione all'Università di Firenze - racconta - e alla fine del percorso di laurea ho avuto la fortuna di iniziare a lavorare nello Studio Elisabetta Fanfani, una agenzia di ufficio stampa e pubbliche relazioni per la moda di Firenze. Una prima esperienza lavorativa che mi ha formato molto, lo studio era appena stato aperto e il vantaggio di una struttura piccola sta proprio nell'avere grandi possibilità di apprendere».

E’ dopo tre anni di questo lavoro che Toccafondi approda all'ufficio stampa di Ermanno Scervino, lo stilista fiorentino.

«Mi sono però reso conto che non ero soddisfatto e nel 2010 ho preso la decisione di lasciare il lavoro e mi mettermi di nuovo a studiare, mi sono iscritto al master che avrei voluto frequentare dopo la laurea ma che avevo tenuto da parte avendo già iniziato a lavorare. Mangiare e bere bene sono sempre state due mie grandi passioni e quindi ho cercato di farle diventare una professione. Ecco quindi che mi sono trasferito a Roma per frequentare il Master in comunicazione e Giornalismo enogastronomico del Gambero Rosso.Trovarsi di nuovo a scuola è stata un'esperienza particolare ma che mi ha aiutato molto, soprattutto mi ha fatto rivalutare l'idea di formazione continua che spesso chi è da anni nel mondo del lavoro tende a perdere. Da quando ho fatto il master non ho mai smesso di leggere per aggiornarmi sul mio lavoro, cosa che prima non facevo quasi mai».

Il master per Bernardo Toccafondi si è concluso con tre mesi di stage al Gambero Rosso Channel.

«Un anno prima avevo un contratto ben pagato, mentre un anno dopo ero uno stagista sottopagato. Però finalmente sentivo che stavo lavorando in un mondo che amavo, con persone che avevano i miei stessi interessi. Ho aperto la mia partita Iva e continuato a lavorare al Gambero Rosso Channel, non mi pagano molto ma ho il tempo di cercare altri lavori e sono in una posizione di visibilità. Piano piano sono arrivati i primi lavori, le collaborazioni con altri professionisti del settore. Dopo un anno e mezzo di lavoro come consulente sono assolutamente soddisfatto dei risultati ottenuti. Lavorare in proprio è dura, ti impegna mentalmente 24 ore su 24 ma può dare grandi soddisfazioni: anche quando guardi il conto in banca, se riesci a riscuotere le fatture».

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