Meteo
Falsi incidenti, processo a Pistoia
Dichiarata l’incompetenza territoriale. Una bancaria patteggia
PRATO. Sarà celebrato a Pistoia il processo per la “fabbrica dei finti incidenti”, l’inchiesta condotta dal sostituto procuratore Laura Canovai sulla carrozzeria Diamante di Montale, nella quale si ipotizzano 500 falsi sinistri stradali per truffare cinque compagnie assicurative.
La competenza territoriale non è di Prato, dunque, ma del Tribunale di Pistoia. Lo ha stabilito il giudice dell’udienza preliminare Isidori, che ha ordinato la trasmissione degli atti alla Procura confinante, accogliendo una delle eccezioni presentate dagli avvocati difensori, tra cui Terranova, Stefanacci, Tesi e Mariotti.
Nella stessa udienza però è arrivata la prima sentenza di patteggiamento, che riguarda Monica Calvietti, ex direttrice della filiale di Montale della Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, accusata di aver consentito l’incasso degli assegni di risarcimento danni a soggetti diversi dai beneficiari. Lei ha collaborato con la Procura ed è stata condannata a un anno e 11 mesi, con la sospensione condizionale.
Voleva patteggiare anche Italo Della Pietra, titolare della carrozzeria Diamante, ma il giudice ha ritenuto che la pena concordata (due anni e sei mesi) fosse troppo mite.
Ora la Procura di Pistoia dovrà ricominciare da capo chiedendo il rinvio a giudizio e nel frattempo alcune delle presunte truffe cadranno in prescrizione (quelle compiute tra il 2006 e il 2007), mentre altre no. Le compagnie assicurative si sono costituite parte civile, ma più di loro sono stati gli automobilisti onesti a pagare il prezzo dei falsi incidenti. (p.n.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google