Scoperto caso di Tbc, test alla classe La bimba sta bene
Un’alunna della scuola elementare Gianni Rodari di Viaccia è stata riscontrata positiva al test della Tbc
PRATO. Un’alunna della scuola elementare Gianni Rodari di Viaccia è stata riscontrata positiva al test della Tbc. La bambina è stata seguita nei giorni scorsi dal pediatra e dai medici dell’Asl ed è ancora in cura. Le sue condizioni sono buone e ora si trova a casa. Non è mai stato necessario il suo ricovero in ospedale. «All’inizio c’era soltanto il sospetto che si trattasse di un caso di tubercolosi - spiega il dottor Luigi Ricci, responsabile dell’unità operativa igiene e sanità pubblica dell’Asl 4 - poi, passati alcuni giorni, si è avuta la piena certezza. Per questo motivo soltanto oggi (ieri per chi legge) abbiamo deciso di incontrare i genitori della classe frequentata dalla bambina e di informarli della situazione. Tengo a ribadire che si tratta di un caso a bassa contagiosità e soltanto per precauzione abbiamo deciso di sottoporre al test della Mantoux i compagni di classe e il personale docente interessato. Non c’è alcun motivo di coinvolgere altri bambini o adulti». Il test verrà effettuato lunedì mattina nella sede del Dipartimento di prevenzione in via del Lavarone. I risultati saranno noti entro tre giorni, giovedì prossimo quindi si dovrebbe conoscere se qualche compagno della bambina è stato contagiato.
Già nei primi mesi dell’anno a Prato si sono verificati 4-5 casi di Tbc. Spesso sono i bambini e i ragazzi ad ammalarsi: a metà febbraio un caso era stato accertato al liceo Livi. Lo scorso novembre era stata invece la volta di uno studente del Marconi.
Dati comunque in linea con l’andamento annuale che Prato fa registrare ormai da tempo. Le persone che si ammalano di tubercolosi oscillano fra i 60 e le 80 all’anno, numeri davvero elevati. Prato infatti ha il rapporto più alto in Toscana rispetto alla popolazione residente. «Non c’è dubbio - chiarisce il dottor Ricci - che in tutto questo c’è un legame stretto con l’intensità migratoria che da decenni caratterizza la provincia pratese. Qui arrivano immigrati provenienti da Paesi dove la turbercolosi è endemica. Bisogna anche aggiungere che la diffusione è pur sempre limitata grazie al successo delle politiche di contenimento attuate dall’azienda sanitaria». (g.c.)
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