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Prato

dibattito in consiglio

Il no è unanime «Ma qui non siamo in Val di Susa...»

PRATO. Contro la variante del Pit si scaglia il consiglio comunale per intero. Nessuno escluso. Dal rivoluzioncivilista Aurelio Donzella (Idv) al nostalgico di Alleanza nazionale, in forza a Prato...

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PRATO. Contro la variante del Pit si scaglia il consiglio comunale per intero. Nessuno escluso. Dal rivoluzioncivilista Aurelio Donzella (Idv) al nostalgico di Alleanza nazionale, in forza a Prato Libera e Sicura, Giancarlo Auzzi passando per le frange di mezzo (Pd-Pdl-Udc-Fli-Indipendenti per Prato). La parola del giorno sarebbe: unanimità. Tutti d'accordo anche nell'usare un lessico feroce nel documento votato dai 36 presenti alla seduta di ieri pomeriggio «affinché – come recita l'ordine del giorno – la Regione Toscana cancelli questa nefandezza che non considera gli interessi pubblici degli strumenti della pianificazione». Per nefandezza si intende la pista parallela con annesso tentativo di minimizzare i danni per l'ambiente. Così, per la maggiore nel corso del dibattito vanno le richieste di appellarsi a qualche agenzia al di sopra di ogni sospetto per compiere la valutazione d'impatto ambientale (Via) e certificare quanti decibel ci saranno quotidianamente sulle teste di quanti cittadini e la valutazione d'impatto sanitario (Vis). A chiederla in primis è il presidente della Provincia, Lamberto Gestri con a ruota il sindaco di Poggio a Caiano, Paolo Martini e il primo cittadino di Sesto Fiorentino, Gianni Gianassi. Benché proprio gli affondi di quest'ultimo sia condensato un messaggio di ragionevolezza a politici e cittadini pratesi: «Non mi interessa il futuro di Jacopo Mazzei, del fondo Gamberale o di chi prenderà l'appalto. Per me conta sapere quale sia l'interesse pubblico e non coincide con la realizzazione della pista convergente-parallela. Agli amici di Prato, però, dico: noi non siamo in Val di Susa e stiamo molto attenti allo sviluppo, abbiamo a Sesto due autostrade, un polo scientifico e ospiteremo un inceneritore». E malgrado con Rossi siano palpabili l'ostilità per uno “strappo istituzionale grave” e l'imbarazzo politico, visto che militano entrambi nel Pd, Gianassi appare meno inflessibile del sindaco di Prato, Roberto Cenni: «Avremo nel centro Italia tre aeroporti intermedi, includendo Bologna, e nessuno intercontinentale, che potrebbe essere realizzato a Pisa. Invece si preferisce realizzare una pista, che porterà non all'ampliamento ma ad un nuovo scalo rispetto ad oggi». E anche il consigliere futurista Riccardo Bini, abituato a fare da bastian contrario, si accoda con un argomento analogo: «Non si può che essere limitato lo sviluppo. A volte basterebbe un po' di buon senso». (c.p.)

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