Il presidio
Biscotti: mai tolti in via Taro i cenci bruciati della Barni
MONTEMURLO. «In via Taro la situazione sta degenerando: è una discarica a cielo aperto accanto alle case e nessuno ha ancora fatto nulla». Così Aurelio Biscotti, capogruppo di “Rilanciare Montemurlo”...
MONTEMURLO. «In via Taro la situazione sta degenerando: è una discarica a cielo aperto accanto alle case e nessuno ha ancora fatto nulla». Così Aurelio Biscotti, capogruppo di “Rilanciare Montemurlo” in consiglio comunale, descrive le condizioni di via Taro e di via Popolesco, dove a metà del settembre scorso vennero ammassati dai vigili del fuoco tonnellate di cenci provenienti dalla “Barni”, azienda che andò a fuoco per due volte consecutive in tre giorni. «Alle tonnellate di cenci bruciati accatastate – dice Biscotti - adesso cominciano ad aggiungersi altri rifiuti: materassi, sacchetti della spazzatura e anche un'auto abbandonata. Non si possono tenere una tale quantità di rifiuti accanto alle case e se il Comune non provvederà a fare qualcosa, farò un esposto». All'inizio del novembre scorso, il Tirreno raccontò come la montagna di stracci semi distrutti fosse stata oggetto delle attenzioni di qualcuno che aveva bisogno di qualche indumento. In quell'occasione, l'assessore all'ambiente Simone Calamai disse che il sindaco aveva già firmato un'ordinanza che imponeva all'azienda di rimuovere il prima possibile i rifiuti. «Evidentemente di quell'ordinanza si sono dimenticati tutti – commenta Biscotti - la distrazione del Comune, d'altronde, non riguarda solo i rifiuti che da mesi giacciono accanto alla case di via Taro. Riguarda anche, per esempio, le auto che da anni giacciono abbandonate lungo le strade montemurlesi». (a.p.)
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