Il Tirreno

Prato

Primarie, otto in pista ma ne passerà solo uno

di Cristina Orsini
Primarie, otto in pista ma ne passerà solo uno

I bersaniani cercano una convergenza su un nominativo: in stallo Lulli e Marigolli, certi di partecipare Biffoni e Marini, nelle new entry Logli e Santi

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PRATO. Ora il gioco si fa duro. Prato avrà a disposizione un unico posto garantito nel futuro listone elettorale alla Camera per le politiche di febbraio, probabilmente collocato in sedicesima posizione (i primi 8 posti bloccati dal nzionale). Il secondo ci sarà ma collocato in basso: 25esima posizione. Poche le possibilità di elezione, solo in caso di super vittoria. Vincerà la tornata di primarie del 29 dicembre (un sabato) il corridore che prenderà un voto più di tutti gli altri. E sarà lui a passare. Gli equilibri uomo-donna saranno messi a punto successivamente, in vista delle formazione delle lista elettorale, dal regionale. Queste sono le regole, così si correrà, punto e basta.E’ quanto è stato definito nella riunione della direzione regionale di martedì sera alla quale hanno partecipato anche i segretari provinciali. Per Prato, ovvio, Ilaria Bugetti (che per il momento non scenderà in pista), che ieri pomeriggio è tornata nuovamente a Firenze, in un incontro riservato con la segretaria regionale, per tentare di dipanare una matassa intricatissima: di candidati in pectore targati Bersani ce ne sono proprio troppi. Il rischio è la dispersione di voti e che nessuno ce la faccia di fronte a candidature più compatte di matrice “renziana”. Bugetti e una parte di segreteria sono andati a Firenze per capire se c’era modo di convergere su un solo nome ma la missione, per ora, sembra fallita. «Di tempo ne abbiamo ancora - dice la segretaria - proveremo a compattarci su una persona».

Le candidature forti, di rito bersaniano, sono quelle ancora in forse: da una parte il parlamentare uscente Andrea Lulli, dall’altra l’ex segretario generale Cgil Manuele Marigolli. Entrambi sono perplessi, entrambi ufficializzeranno la propria partecipazione solo se potranno contare sul sostegno monolitico della loro parte politica. «Desidero - spiega Marigolli - che la mia sia una candidatura che unisca e che si possa rivolgere a un ampia platea. Una candidatura fatta di valori veri, come quello del lavoro e delle piccole imprese. Ma vedo che però oggi si parla solo di persone». Marigolli se decidesse di affrontare il giudizio popolare dovrebbe lasciare la segreteria regionale Cgil. Lulli ha spinte forti, soprattutto romane, per scendere in pista e correre (l’altro deputato Antonello Giacomelli ha gettato la spugna e non parteciperà) ma di perplessità ne ha ancora: «Ho già detto - spiega - che c’è bisogno di un giudizio vero sul mio operato di questi anni in Parlamento. Solo dopo deciderò che fare». Ma di tempo ce n’è poco: da ieri sera è partita la raccolta delle firme per portersi candidare (ne occorrono 128), questa sera è fissata l’assemblea nella quale i concorrenti si appaleseranno, domenica la direzione provinciale dirà l’ultima parola su chi parteciperà. In casa renziana, la situazione se pur frenetica per il poco tempo a disposizione, appare più serena. Candidato forte è e resta Matteo Biffoni che le firme le ha già ed aspetta solo di poter cominciare una campagna elettorale-lampo (cinque giorni, compreso Natale). In parallelo, sul fronte femminile, parteciperà anche Caterina Marini, renziana doc, tra le più attive nell’organizzare la campagna elettorale del rottamatore e con ottimi risultati. «Non ho velleità di vittoria - dice - ma di rispondere a quella richiesta di rinnovamento che a Prato è stata fortissima». In pista di sicuro anche Nicola Oliva consigliere comunale, altro bersaniano. Riflette sulla possibilità di accettare la candidatura anche la consigliera Ilaria Santi e con lei il componente della segreteria Massimo Logli.

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