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storia di un’azienda

Mac&co, ovvero la lana cotta che gira per mezzo mondo

Mac&co, ovvero la lana cotta che gira per mezzo mondo

PRATO. Calda, confortevole e dona ai capi un aspetto felpato: la lana cotta affonda le sue radici lontano nel tempo e individua in Marino Mantelli, titolare 60enne dell’azienda pratese Mac&co...

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PRATO. Calda, confortevole e dona ai capi un aspetto felpato: la lana cotta affonda le sue radici lontano nel tempo e individua in Marino Mantelli, titolare 60enne dell’azienda pratese Mac&co (con sede a Montemurlo) specializzata nella produzione di questa particolare tipologia di stoffa, uno dei suoi pionieri dei tempi moderni. Con alle spalle una trentennale esperienza nella tessitura contoterzi, nel ’93 l’imprenditore decise di realizzare un campionario proprio tentando il salto di qualità. «Per me fu una scommessa, che decisi di fare sapendo bene che avrei anche potuto perderla - dice - ma, invece, è andata bene e per questo, ringrazio tutti i miei collaboratori senza i quali non ce l’avrei potuta fare; non mi riferisco solo ai miei dipendenti, ma anche a tutti quei terzisti che gestiscono le lavorazioni esterne di cui mi avvalgo per la produzione: filature, tessiture, cardature e rifinizioni». A trainare la produzione dell’impresa pratese, fino ad oggi è stato l’export: «Il 90 per cento del nostro fatturato proviene da mercati esteri - afferma - Francia, Olanda e Germania in Europa; nel resto del mondo, invece, ad andare per la maggiore in questo momento sono i mercati asiatici, con in testa Giappone, Corea e Cina». Per i produttori di abbigliamento esteri il fatto di sapere che gli articoli di lana cotta firmati Mac&co sono fatti a Prato è sinonimo di valore aggiunto, in quanto l’utilizzo di questo materiale permette loro di avvalersi dell’etichetta “made in Italy”. «A Prato siamo tra i pochi a produrre lana cotta - fa notare - perciò sono davvero molti i clienti nel mondo che acquistano da noi per valorizzare i propri capi di abbigliamento sapendo che si tratta di un prodotto realizzato interamente dalle aziende della filiera del distretto». Volendo quantificare, basti sapere che «nei periodi migliori si riescono a vendere dai 400mila ai 600mila metri l’anno di stoffa», dichiara il titolare. Piccolo, dunque, è bello e, quando la crisi fa tremare le imprese, conviene. «Nei momenti più difficili quello che ci ha permesso di restare a galla è stata proprio la nostra natura di piccola impresa (4 dipendenti oltre a me e i miei due figli) - spiega - i costi limitati ci hanno consentito di contenere le spese anche quando il fatturato si abbassava».

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