«Mi accusa di violenza, ma vuole i soldi»
La difesa di un imprenditore quarantenne che è accusato di aver abusato dell’ex fidanzata
PRATO. Perché secondo lei quella donna la accusa di averla violentata e tormentata per mesi? Perché mi voleva estorcere del denaro, altrimenti si sarebbe costituita parte civile, e invece ha preso i miei soldi e qui non la vedo.
In questo scambio di battute tra il giudice Nicotra e un noto imprenditore quarantenne c’è il succo dell’udienza che si è svolta ieri in Tribunale su un caso molto delicato.
L’imprenditore è accusato di violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti dell’ex fidanzata. I fatti, secondo l’accusa rappresentata dal pubblico ministero Lorenzo Gestri, si sarebbero svolti a cavallo tra il 2009 e il 2010, periodo durante il quale la relazione è entrata in crisi e poi si è conclusa male. A innescare il processo è stata la denuncia della donna, che ha accusato l’ex fidanzato di aver abusato di lei e di averla tormentata con continue telefonate per un paio di mesi. Diametralmente opposta la versione dell’imputato, che è difeso dagli avvocati Massimo Taiti e Stefano Belli. «Certo che la chiamavo al telefono - ha detto rispondendo alle domande - ma era solo perché volevo riconquistarla, il mio era il comportamento normale di un uomo che cerca di tornare insieme alla donna che ama. Le ho fatto regali costosi, le ho spedito tanti mazzi di rose...». Il pm ha letto anche il testo di alcuni messaggi inviati alla donna: «Io ti riprendo, mi costi pure l’inferno, mi costi pure la libertà». L’imputato sostiene che fossero normali messaggi i un innamorato.
La donna lavorava in un locale gestito dall’imprenditore e durante una rissa, nell’agosto 2010, rimase leggermente ferita alla testa. Per questo chiese un risarcimento danni e anche questo episodio è finito agli atti del processo. Ma l’accusa più pesante nei confronti dell’imprenditore è di aver abusato della compagna anche usando oggetti. Rapporti sessuali estremi, che però secondo l’imputato era consenzienti. In precedenza l’uomo aveva avuto una relazione sentimentale con la sorella maggiore della donna che ora lo accusa. E la sorella ha detto di aver avuto in precedenza una relazione con un noto calciatore. Secondo l’imputato la sorella minore ora lo accusa per «una rivalsa», e perché ha tentato di estorcergli dei soldi. In effetti la donna ha accettato 10.000 euro dalla madre dell’imputato e non si è costituita parte civile, un punto sul quale la difesa insiste parecchio. La sentenza è attesa per il 4 marzo. (p.n.)
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