Il presidio
E se un giorno i cinesi sparissero tutti da Prato?
Domenica allo spazio Compost la messa in scena di una simulazione sociologica In via S. Chiara previsti decine di eventi. Il 21 dicembre ci sarà Marco Paolini
E se tutta la comunità cinese di Prato, invitata da un'altra città europea, decidesse di andarsene? Cosa succederebbe? C'è chi farebbe salti di gioia, chi perderebbe amici o parenti e chi, forse, non ne sarebbe toccato. Sicuramente l'aspetto economico non sarebbe irrilevante. Lo scenario è oggettivamente fantascientifico, ma se accadesse? A darci qualche risposta arriva Vudstoc, con i suoi sei giorni di teatro non stop al Compost di via Santa Chiara 38/1. Arrivato alla seconda edizione, Vudstoc è un festival di teatro indipendente (43 eventi artistici in 6 giorni) nato dalla volontà di capire cosa sta succedendo al mondo dell'arte e a chi lo abita: «Il Compost è nato nel 2009 - spiega Francesca Farcomeni - per capire cosa significa oggi fare arte per un artista. Vudstoc nasce dalla volontà di trovare spazio per gli artisti stessi, confrontarsi. abbiamo deciso di invitarli, e parlarne. A Vudstoc infatti non tutti fanno performance complete, c'è chi preferisce presentare il proprio lavoro, e chi viene per un confronto diretto col pubblico». Vudstoc è anche sede della conclusione del progetto Sono qui perchè, iniziato un anno fa e giunto adesso alla fine che vedrà, appunto, prendere vita lo scenario di cui sopra: «E' stato un progetto di ascolto che ora giunge a termine - dice Farcomeni - a Prato è impossibile ignorare il conflitto fra la comunità cinese e gli italiani, così siamo andati in mezzo alla gente, in via Pistoiese o nel centro storico, cercando di capire quali fossero gli effettivi problemi, e di cosa le persone avevano bisogno di parlare. Abbiamo realizzato vari incontri prima di arrivare a questi appuntamenti: in uno abbiamo fatto raccontare la loro esperienza di emigrazione a tre donne cinesi, in un altro abbiamo parlato di economia con la giornalista Silvia Pieraccini e imprenditori delle due nazionalità, in un altro abbiamo parlato della seconda generazione e del disagio che vive in città, aprendo l'incontro anche ai giovani delle altre comunità». Il 16 dicembre, quindi, Sono qui perché sono qui giungerà a compimento: «Ci saranno tre gruppi in azione - dice Farcomeni - cinesi, italiani e i giovani delle due nazionalità insieme, metteranno in scena la possibilità che la comunità cinese se ne vada. Sarà una simulazione sociologica cui presenzierà anche l'etnografa urbana Marianella Sclavi che a conclusione del festival, il 21 dicembre, farà una restituzione di ciò che ha visto». Nessuna certezza, quindi, su cosa potrebbe succedere in caso dell'avverarsi di uno scenario simile. Non solo questo: a Vudstoc parteciperà anche Lo stato sociale, band bolognese che si è guadagnata proprio questo mese le pagine di Rolling Stone e, il 21 dicembre, Marco Paolini presenzierà alla proiezione del suo film Io sono Li al cinema Terminale oltre a incontrare il pubblico al Compost.
Valentina Ceccatelli
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