Il Tirreno

Prato

LE INSEGNANTI DELLA SCUOLA DON BOSCO

«Il nostro lavoro raccontato in un video»

«Il nostro lavoro raccontato in un video»

PRATO. Un video per informare, prima che per protestare; gli insegnanti della scuola media don Bosco, hanno realizzato un cortometraggio per spiegare in cosa consiste il lavoro dei docenti. «Il...

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PRATO. Un video per informare, prima che per protestare; gli insegnanti della scuola media don Bosco, hanno realizzato un cortometraggio per spiegare in cosa consiste il lavoro dei docenti. «Il nostro obiettivo – spiega Orietta Santini – è di illustrare tutte le attività, la maggior parte, che sono portate avanti al di fuori delle ore svolte in classe». Oltre alla correzione dei compiti, alle riunioni a scuola, ai corsi di formazione i professori ogni giorno preparano lezioni e compiti in classe. «Oggi la scuola – spiega Sara Cencetti - è formata da ragazzi con problematiche diverse, dagli stranieri ai ragazzi che hanno problemi di apprendimento, per ciascuno di loro è necessario preparare una lezione o un compito in classe specifico, adatti al livello di preparazione». Nel video, che da martedì sera è caricato sul sito del Tirreno, ventuno insegnanti hanno prestato il loro volto per raccontare il mestiere del professore; così in modo anche scherzoso, ma soprattutto sempre con il sorriso sulle labbra, spiegano che oltre alle 18 ore di lezioni in classe, sono impegnati in lezioni per l’utilizzo della lavagna interattiva, accompagnano i ragazzi in gita e compilano i verbali delle riunioni, oltre a confrontarsi con il dirigente scolastico per la programmazione dei laboratori e delle attività extracurricolari. «Saremmo disposti anche a rimanere a scuola per svolgere tutti questi compiti – spiega Cristiana Lanari - ma non è possibile perché sono stati fatti tagli anche sul personale Ata che quindi non può garantire l’apertura dell’edificio al di fuori delle ore di lezione». L’idea del video, che verrà anche mandato a Ballarò, è nata in seguito alla proposta di aumentare l’orario scolastico di sei ore.«Per ogni ora di lezione in più – conclude Veronica Morganti - è necessario triplicare quelle fatte a casa, la mole di lavoro diventerebbe insostenibile». La forma di informazione/protesta pensata da alcuni docenti della Don Bosco è sicuramente originale. «Avremmo potuto utilizzare i soliti sistemi – specifica Morganti - come il blocco degli scrutini oppure la sospensione di alcune attività, ma questo sarebbe andato solo a discapito dei nostri alunni».

Alessandra Agrati

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