Il Tirreno

Prato

E’ il mancato rinnovo dei contratti precari, il dono più gettonato

di Maria Lardara
E’ il mancato rinnovo dei contratti precari, il dono più gettonato

Tanti volti nuovi si rivolgono al sindacato col lavoro a rischio «La riforma Fornero presa come scusa per licenziare»

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PRATO. Per alcuni ci sarà da stappare lo spumante, per altri rimarrà un tremendo sapore di amaro in bocca. Capodanno amaro, anzi capodanno precario. Per un anno che se ne va, un contratto non si rinnova. E il copione della disoccupazione si ripete. In silenzio, a Prato decine e decine di lavoratori del comparto della pubblica amministrazione, tessile e metalmeccanico diranno contemporaneamente addio al 2012 e a un rapporto di lavoro. Giorni contati perché il contratto che li lega a un’azienda o un ente scadrà il 31 dicembre. Difficile quantificare l’universo degli atipici pratesi, tra collaboratori a progetto, assunti a tempo determinato o in somministrazione (ex interinali). Quel che è certo che il Nidil-Cgil di Prato, il sindacato degli atipici, prova a intercettarli lanciando una campagna d’ascolto dallo slogan accattivante che nasconde in realtà una brutta pagina per i lavoratori: “Capodanno 2013, non passarlo da solo! Se il tuo contratto sta per scadere rivolgiti alla Cgil”. La campagna nazionale ha fatto tappa anche a Prato, targata appunto Nidil-Cgil alla cui porta stanno bussando tanti lavoratori in odore di scadenza contrattuale: per dirla con il responsabile Giovanni Santi, rispetto a ottobre i contatti sono cresciuti del 50%.

«Il picco è ciclico e si verifica ogni anno, ora con l’aggravante in parte della riforma Fornero che restringe le maglie per l’utilizzo dei contratti a progetto. Molte aziende in realtà con la scusa della nuova legge non stanno rinnovando i contratti. Questo dipende più da una congiuntura negativa che le spinge a ripiegare sulle risorse interne. Diverso il discorso per le pubbliche amministrazioni che stanno tagliando per effetto della spending review. In qualche caso, il ricorso alla somministrazione è diventato strutturale nel corso degli anni: c'è una piccola azienda metalmeccanica di Prato che si ritrova oggi con dieci lavoratori in somministrazione, anche “storici”, ai quali non sarà rinnovato il contratto». La lista degli esempi di chi è andato avanti a furia di proroghe e rinnovi potrebbe allungarsi. Nel pubblico il 31 dicembre diventa una fatidica data soprattutto per i precari della sanità. «In realtà, solitamente i rapporti di lavoro vengono chiusi il 21 dicembre per poi riprendere il 7 gennaio. Quello che si prospetta è un mancato rinnovo per tanti atipici. Allo sportello arrivano tante facce nuove, oltre a chi si vede scadere come ogni anno il contratto». Under 40 e donna, ecco l’identikit di chi si rivolge al Nidil-Cgil. «Ci muoviamo su due fronti: da una parte cerchiamo di attivare un contatto con l’azienda o l’agenzia di lavoro, dall’altra informiamo i lavoratori di ogni possibile strumento di sostegno al reddito oppure opportunità di riqualificazione professionale».

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