Italia
Provincia Prato-Pistoia nel grande caos della crisi
Un emendamento Pdl la istituisce ma in quelli del Pd non ce n’è traccia la partita comincerà domani notte in commissione Affari costituzionali
PRATO. Nel pieno del caos della crisi di governo, il decreto che istituisce le nuove province e le città metropolitane. Il futuro di Prato si giocherà su un emendamento targato Pdl ma soprattutto sulla volontà del Popolo della libertà di arrivare, effettivamente, in fondo all’iter di conversione del decreto prima della scadenza fissata per il 5 gennaio. Iter che partirà domani sera in commissione Affari costituzionali dove, a partire dalle 20, inizierà la maratona sulla discussione degli emendamenti. Ecco, proprio quelli che potrebbero, nuovamente, ribaltare l’assetto di Prato. Perché tra gli emendamenti che presenterà il relatore Pdl Filippo Saltamartini, ce n’è uno - confezionato grazie alle pressioni, a più livelli, venute dal territorio - che mette in discussione pesantemente il primo dei ribaltoni di questa storia complicata: e cioè la decisione che assunse il Consiglio dei ministri, poche settimana fa, sconfessando se stesso, di allargare i confini della città metropolitana di Firenze e Milano, includendo nel primo caso le province di Prato e Pistoia, nel secondo quella di Monza. Saltamartini riporta il testo all’origine, indica come impossibile l’accorpamento nelle città metropolitane di altre province, e istituisce la provincia Prato-Pistoia. Soddisfatto il coordinatore provinciale e deputato Pdl Riccardo Mazzoni che per evitare l’annessione di Prato sotto Firenze ha lavorato a testa bassa. «Per la provincia Prato-Pistoia il traguardo non è stato ancora raggiunto, ma la meta è fortunatamente più vicina - scrive in una nota - Il primo grande risultato è che uno dei due relatori del provvedimento, Filippo Saltamartini del Pdl, ha fatto proprio l'emendamento che avevo predisposto e che è stato presentato a Palazzo Madama dal senatore Altero Matteoli». Ma la partita è ancora più che aperta e per un duplice motivo, il primo dei quali riguarda la contrarietà del Pd secondo il quale, invece, il futuro di Prato si potrà giocare solo e soltanto dentro l’istituenda a città metropolitana. Tanto è vero che negli emendamenti presentati dal relatore democratico Enzo Bianco di provincia Prato-Pistoia non c’è l’ombra. Non la vuole il Partito democratico, ha dimostrato, col decreto, di non volerla il governo. C’è poi l’incognita crisi e non è cosa da poco. Il Pdl ha già chiarito di essere disponibile a convertire il decreto Ilva, a far passere la legge di Stabilità (la finanziaria) e il nuovo articolo 81 della Costituzione. Del decreto province non ha parlato. In più proprio ieri, sempre Saltamartini, ha fatto sapere che mercoledì al Senato il Pdl porrà la pregiudiziale di incostituzionalità sul decreto che se dovesse passare provocherebbe la riscrittura del provvedimento. Segno evidente che la voglia di affossarlo c’è tutta. «Ci avevano garantito - attacca il deputato Pd Andrea Lulli - che i decreti da convertire li avrebbero discussi. Prato è importante che entri nella città metropolitana. Se il Pdl comincia a fare questi giochetti - conclude - allora è meglio chiudere la legislazione e andare a votare immediatamente». Si vedrà. Intanto la prima partita si giocherà domani notte. In commissione Affari costituzionale Pd e Pdl sono 13 contro 13. Sarà l’Udc a fare la differenza. Se appoggerà l’emendamento Saltamartini Prato andrà con Pistoia. Altrimenti si passerà alla seconda mano, quando le carte verranno date in aula. Al Senato Lega e Pdl hanno la maggioranza e l’intenzione di approvare l’emendamento-Prato. Il provvedimento però andrà anche alla Camera dove i rapporti di forza sono diversi. E se la legge verrà modificata dovrà tornare al Senato. E lì si ricomincerebbe daccapo.
Altro servizio a pagina 9
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google