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Ma gli enti restano in forse per la legge Salva Italia
PRATO. Mettiamo che il decreto che ridisegna province e città metropolitane finisca in un cassetto. Cosa potrebbe accadere? «Proprio nulla - secondo il deputato Pdl Riccardo Mazzoni - si dovrebbe...
PRATO. Mettiamo che il decreto che ridisegna province e città metropolitane finisca in un cassetto. Cosa potrebbe accadere? «Proprio nulla - secondo il deputato Pdl Riccardo Mazzoni - si dovrebbe fare una leggina per mantenere in carica presidente e giunte per altri tre mesi per poi passare la palla al prossimo governo e al prossimo Parlamento». «Far decadere il decreto - è invece l’opinione del deputato Pd Andrea Lulli - scatenerebbe una grandissima confusione».
Decreto archiviato, province salve? Assolutamente no. Perché la vita delle province è già stata segnata da due ex decreti ampiamente convertiti: l’ex decreto Salva Italia del dicembre 2011 e la spending review targata 2012. Per i pessimisti - una larga fetta del Pd - mancare l’approvazione del decreto farebbe tornare indietro le lancette alle leggi precedenti. Un esempio: il Salva Italia indica la data del 30 aprile 2012 (ampiamente trascorsa) come termine ultimo, per il trasferimento delle funzioni, attraverso la Regione, dalle Province ai Comuni. Non è finita: in caso di mancato trasferimento entro quella data «si provvede in via sostitutiva con legge dello Stato». Il Salva Italia inoltre “comanda” il personale: «Lo Stato e le Regioni provvedono al trasferimento delle risorse umane, finanziarie e strumentali per l’esercizio delle funzioni trasferite». Elimina le giunte mantenendo le figure del presidente e del consiglio composto da non più di 10 membri. Non è finita qui, sempre il Salva Italia stabilisce che entro sei mesi dall’entrata in vigore del provvedimento, anche le Regioni a statuto speciale (con l’eccezione delle province autonome di Trento e Bolzano) debbano adeguarsi.
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