Il distretto tessile vestirà al cinema “I Miserabili”
PRATO. In principio fu “L’ultimo imperatore”, poi vennero “Il Gladiatore” di Ridley Scott, “Titanic” e “Aviator”, senza dimenticare “La vita è bella” del nostro Benigni. L’eccellenza della stoffa...
PRATO. In principio fu “L’ultimo imperatore”, poi vennero “Il Gladiatore” di Ridley Scott, “Titanic” e “Aviator”, senza dimenticare “La vita è bella” del nostro Benigni. L’eccellenza della stoffa pratese e il grande cinema, binomio di successo che da sempre profuma di Oscar. E i costumi per il ciak di grandi registi sono sempre quelli che provengono dai magazzini della “Ob Stock” di San Giusto. Come la serie di lini e cotone “made in Prato” che faranno rivivere il celebre dramma di Victor Hugo sul grande schermo a gennaio: la pellicola “Les Miseràbles”, storico colossal che porta la regia del premio Oscar Tom Hooper (“Il Discorso del Re”) con un cast d’eccezione (Russel Crowe, Anne Hathaway e Hugh Jackman), uscirà tra un mese e mezzo ma uno dei costumisti impegnati nella lavorazione del film si presentò nella sede della “Ob Stock” oltre un anno e mezzo fa. Ne ha memoria Monica Orlandini, figlia di uno dei titolari (i soci sono Loris Bernocchi e Orlando Orlandini), anche perché fu una di quelle campionature richieste da clienti esigenti (è il caso di chi lavora per grosse produzioni cinematografiche) andate a buon fine. «E non è così scontato – puntualizza – anche perché spesso vengono richiesti pezzi di campionature con materiali diversi: nel caso di “Les Miseràbles”, non ricordo le quantità esatte ma il costumista richiese dei tessuti “poveri” come lino e cotone dall’effetto “lavato”». Tale fu il gradimento della campionatura che, di lì a poco, la “Ob Stock” avrebbe spedito un ordinativo con una partita consistente di lini e cotoni (prediletta una fantasia a quadretti) in Spagna dove furono poi confezionati gli abiti di scena per il set. Abiti realizzati con tessuti “poveri” come quelli che, nella cornice della Parigi ottocentesca tra aneliti di libertà e difficoltà di riscatto sociale, vedremo addosso ai personaggi Jean Valjean e Fantine, ritratti in povere vesti sia nella finzione romanzesca di Hugo che nella trasposizione cinematografica di Hooper (se ne può avere un assaggio nel trailer). (m.l).
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