Il Tirreno

Prato

A Obama la poesia in ottava rima

di Maria Lardara
A Obama la poesia in ottava rima

Il componimento del pratese Giovanni Bartolomei come dedica a un violino regalato al Presidente

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PRATO. Gli era già capitato di dedicare poesie a uomini di potere. Personalità importanti certo, ma tutte di casa nostra. Come quella volta a Galciana, nel 2010, durante una cena al circolo del Pd: fece sorridere il governatore Rossi fresco di elezione, recitandogli alcuni versi di benvenuto («Siccome “rossi” a giro un ce n’è tanti, Enrico, tocca a te, coraggio e avanti»). Cantando nel gruppo “Ottavanti antiberluska”, non le ha mandate a dire neppure a Berlusconi.

Mai Giovanni Bartolomei si era ingegnato in una poesia in ottava rima da dedicare e consegnare a mister Obama. C’è riuscito nell’impresa, superando la fatica di dover tradurre dal toscano all’inglese a suon di rima, concatenando otto endecasillabi in un’unica strofa. È stato questo cantore 49enne, dipendente di Gida, a fare in modo che il pacco doni ricevuto dal presidente degli Stati Uniti alla vigilia della sua rielezione, parlasse un po’ pratese. Un filo sottile che unisce la Casa Bianca a Prato, passando per Poggio a Caiano e Firenze, annodando legami di amicizia e “scomodando” personaggi storici da Filippo Mazzei a Thomas Jefferson. Nell’ottava toscana composta dal Bartolomei si fa riferimento a un «violino Lazzara pe’ Barack Obama». Nella versione inglese, «A Lazzara violin for Barack Obama». È questo il prezioso regalo per il presidente, un violino di color nero che esce dalle mani di Jamie Lazzara, liutaia americana ma ormai fiorentina d’adozione da tanti anni con la bottega alle spalle di palazzo Vecchio. Il componimento in ottava del pratese è a corredo di questo gentile omaggio per l’uomo più potente del mondo, dipinto su un “foglio volante” conservato nella custodia del violino: qui entra in gioco il lavoro di Bartolomei legato alla liutaia Jamie da una lunga amicizia, essendo stata l’americana la violinista (oltre a fabbricare strumenti a corda, li suona) di Caterina Bueno (etnomusicologa e cantante legata alla tradizione popolare), a sua volta maestra e amica di Bartolomei. «Con Jamie andammo a trovare nel 2011 un suo cliente negli Stati Uniti e in quell’occasione ci venne in mente l’idea di costruire un violino diverso dal solito da regalare a Obama. La proposta fu buttata lì ma ne parlammo con Paula e Dennis, due filantropi americani che comprano violini per giovani talenti – spiega Bartolomei -. Sono stati loro a proporsi di finanziare lo strumento». «Il foglio volante con le due versioni dell’ottava, in toscana e in inglese, si riallaccia alla tradizione medievale quando le canzoni popolari venivano vendute dai cantori di strada», spiega Giovanni allevato in casa Bartolomei a pane e rime (il fratello del nonno cantava in ottava). Intanto il violino di Jamie con la sua dedica ha varcato la soglia della Casa Bianca, consegnato direttamente dalla liutaia americana e dal filantropo che aveva commissionato lo strumento. Sulle bande laterali, decorate con foglie d'oro fuso, compaiono due citazioni, l’una di Mazzei e l’altra di Jefferson (l’illuminista di Poggio partecipò alla rivoluzione americana e fu ispiratore del presidente).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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