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Prato

La stangata del Ministero sui magistrati onorari

La stangata del Ministero sui magistrati onorari

Dopo un’ispezione in Procura lo Stato vuole indietro decine di migliaia di euro perché è cambiata l’interpretazione di una norma. «Una cosa scandalosa»

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PRATO. Una mazzata inattesa è piombata sui vice procuratori onorari, cioè gli avvocati delegati dal procuratore a rappresentare la pubblica accusa nei processi davanti al giudice monocratico e al giudice di pace.

Il ministero della Giustizia, tramite la stessa Procura, chiede ai Vpo di restituire allo Stato decine di migliaia di euro di compensi che secondo il ministero non erano dovuti. Si tratta della cosiddetta “doppia indennità”, cioè il doppio compenso che fino a qualche anno fa spettava ai magistrati onorari quando in una stessa giornata erano impegnati in udienze davanti a due giudici diversi.

Lo scorso giugno gli ispettori del Ministero hanno spulciato le pratiche della Procura e hanno concluso che fino al 2008 i Vpo erano stati pagati oltre il dovuto. La conseguenza è che un dirigente della Procura è stato incaricato di fare due conti e sono partite le “prescrizioni” nei confronti dei Vpo: a ognuno è stato ingiunto di versare entro 30 giorni cifre considerevoli (in un caso si parla di oltre 14.000 euro), per evitare l’invio di una cartella esattoriale. Non accade solo a Prato. E’ accaduto anche in altri Tribunali e in genere le rimostranze dei Vpo sono state accolte. C’è di più. Ai vice procuratori onorari pratesi risulta che lo stesso Ministero stia annullando, con la procedura dell’autotutela, le ingiunzioni di pagamento già inviate ad altri Vpo in giro per l’Italia, ritenendo che l’interpretazione della norma non sia corretta. E questa circostanza ha accresciuto, se possibile, il malumore tra i sei Vpo pratesi, che chiedevano un intervento della Procura presso il Ministero per evitare di dover fare ricorso sprecando tempo e denaro. Una mail è stata in effetti inviata a Roma, ma la risposta del Ministero è stata che si doveva procedere con le ingiunzioni.

E’ una questione, quella dei rimborsi retroattivi, che riguarda da vicino i magistrati onorari, ma indirettamente riguarda tutti i cittadini, visto che sono proprio i Vpo a far andare avanti la macchina della giustizia. Basti pensare che a Prato rappresentano l’accusa nel 90% dei processi davanti al giudice monocratico e il 100% davanti al giudice di pace. Per compensi che certamente non li hanno fatti arricchire. Se venisse meno il loro apporto, non è esagerato dire che il Tribunale si bloccherebbe di colpo. «E’ una cosa scandalosa - commenta uno di loro - che gli ispettori abbiano fatto i rilievi a giugno e, interpellato a novembre, il Ministero dica di andare avanti, quando già sa che questi provvedimenti verranno annullati. E’ una situazione illogica. Saremo costretti a fare ricorso perdendo solo tempo».

Paolo Nencioni

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