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Renzi: “top”a Santa Lucia (69%) Bersani forte a Borgonuovo
Il caso centro storico: il rottamatore al minimo ma i voti vanno a Vendola (oltre il 19%) Le macchine organizzative e i comitati di nuovo in moto per il ballottaggio di domenica
PRATO. Cinquantasei a trentadue, numeri che resteranno nella storia politica di Prato e della sua provincia. Il 56% del totale dei quasi 24mila voti delle primarie di domenica sono andati a Matteo Renzi, il 32 al segretario nazionale Pierluigi Bersani.
Il giorno dopo la vittoria clamorosa del rottamatore che indica con chiarezza un disagio forte verso il gruppo dirigente del Pd pratese, praticamente tutto di stretta fede bersaniana, le macchiane organizzative si rimettono in moto per affrontare la nuova sfida, domenica, del ballottaggio: testa a testa, senza rete. Perché se Bersani perde malamente a Prato e in Toscana a livello nazionale distacca di circa 9 punti l’antagonista toscano. Dunque si va alla conta con il sindaco di Firenze che afferma «che ce la possiamo giocare» e il presidente della Regione Enrico Rossi che invece punta a «consolidare il risultato» del segretario nazionale. I coordinamenti sono già al lavoro: ieri sera a Coiano si sono incontrati - un gruppo ristretto - i supporter di Renzi ancora ubriachi per il risultato strappato. Idem per i bersaniani: c’è da buttare giù la scaletta delle cose da fare - tante - in questi pochi giorni.
Prato si è confermata “un caso” politico a parte: non è più una novità, accade dal 2009. Qui Matteo Renzi ha sbancato ottenendo percentuali di consenso bulgare: 56,91 contro il 32,22 di Bersani su Prato e Provincia, in città il 56,24% contro il 32,59 del competitor diretto: quattro punti in più della media regionale e del risultato fiorentino. Non c’è stato quartiere nel quale Renzi sia arrivato secondo. Unico risultato contro tendenza quello di Carmignanello, roccaforte della bersaniana segretaria Pd Ilaria Bugetti che ha visto il segretario nazionale arrivare al 52% e Renzi fermarsi al 43,20. Su un totale però di 125 voto validi. Una goccia del mare.
Renzi, vince sempre, dappertutto, ma tocca e supera il 60% dei consensi anche nelle aree storicamente “rosse” e rimaste tali anche nella tornata elettorale 2009 che ha consegnato il Comune al centrodestra per la prima volta in 63 anni: Casale (60,07 Renzi, 29,17 Bersani), Paperino (67,58 Renzi, 24,23 Bersani), Tobbiana (68,35 contro il 26,33), Vergaio (62,53 contro 31,88). Si tratta, in molti casi, di aree che hanno visto l’impegno di alcuni big del gruppo dirigente: Ferranti e Baroncelli a Casale, Sanzò e Beltrame a Vergaio. Exploit anche alla Pietà, storicamente feudo della destra, dove Renzi arriva al 62,49% e Bersani si ferma al 33,23 e risultato insuperato a Santa Lucia dove il rottamatore si attesta poco sotto il 70% (21,14 a Bersani). Per il segretario nazionale il risultato migliore è quello di Borgonuovo con il 43,14% (Renzi al 50,3). Un caso particolare è il centro storico, dal 2009 saldamente in mano al centrodestra, dove Renzi registra il consenso minimo: 47,14%. Voti che però non si sono riversati su Bersani ((30,56% tra i risultati più bassi) ma sul terzo competitor, Nichi Vendola che proprio in centro raggiunge il “top” delle preferenze: 19,11% risultato probabilmente anche dovuto al fatto che il comitato dei giovani vendoliani era a poche decina di metri dal seggio. Vendola che a Prato e provincia conquista l’8,9% dei voti, qualcosa di più in città: 9,14%, percentuali però ben lontane dal 15 della media nazionale, registra buone performance anche a Figline con il 12,82% e a Reggiana-Villaggio Gescal, dove si attesta all’11,77%. I giovani del comitato di “Adesso vendola” sono soddisfatti: «Questo risultato - commenta Diego Blasi - fa capire quanto ci sia bisogno del centrosinistra che esige però un cambiamento radicale». Vendola ottiene il miglior risultato nei cinque seggi di Carmignano con un 11,47di media e l’exploit a Carmignano che lo proietta al 22,39. Renzi che anche in provincia va alla grande (una media tra il 58 e il 59%), raggiunge livelli insuperati a Poggio a Caiano dove supera il 65% delle preferenze. Il Comune della provincia più bersaniano è Montemurlo dove il segretario nazionale raggiunge il 36,5%.
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