Il Tirreno

Prato

I medici sono pronti allo sciopero

di Barbara Burzi
I medici sono pronti allo sciopero

Terremoto nel servizio del 118: ambulanze solo con volontari e centralino trasferito a Firenze

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PRATO. Con un taglio netto di 60 automediche in tutta la Toscana, Prato rischia di dover affidare gran parte del servizio di emergenza territoriale ai volontari abilitati al soccorso in ambulanza. Di fronte a questo scenario i medici dell’emergenza territoriale hanno indetto lo stato di agitazione per protestare contro il progetto regionale che prevede drastici tagli.

«La Regione sta lavorando a un piano di riorganizzazione del sistema sanitario territoriale che ci lascia molto perplessi – dice Giovanni Di Luccio del coordinamento intersindacale – in particolare si profila una riduzione del numero di auto medicalizzate con a bordo un medico di oltre il 30 per cento, vale a dire un taglio di 60 mezzi su un totale di 150».

Per Prato che ne ha a disposizione 6 o al massimo 7, significa una drastica riduzione degli interventi qualificati: «Si parla di sostituire le automediche con ambulanze equipaggiate da volontari in possesso di brevetto Blsd,cioè in grado di praticare la defibrillazione, ma senza le competenze di un medico – aggiunge Di Luccio - Senza contare che l’operazione avrebbe una ricaduta negativa anche a livello occupazionale: su 300 medici coinvolti, un centinaio lavora con contratto a tempo determinato che automaticamente non verrebbe loro rinnovato».

Se non si arriverà al più presto a un accordo, i medici del 118 minacciano lo sciopero: «Per lunedì pomeriggio è fissato un incontro tra le parti in Prefettura a Firenze, ma se in quella sede non arriveremo a una conciliazione non esiteremo a proclamare lo sciopero del 118 , nient’altro che un assaggio di quello che potrebbe accadere realmente. Saranno comunque garantiti i servizi essenziali». Proprio sul progetto regionale che prevede tagli drastici al sistema di soccorso e di emergenza sanitaria, i medici sindacalizzati del 118 pratese hanno inviato una nota in cui si dice: «A Prato la situazione è ancora più vergognosa, perché si sta procedendo in modo indecoroso allo smantellamento del sistema, ad iniziare dalla centrale operativa che l’Asl ha intenzione di accorpare a quella di Firenze nel giro di due o tre mesi senza attendere una precisa decisione in merito alla definizione della Centrale di area vasta».

Il numero di centrali operative passerà da 12 a 3 in linea con il disegno di riordino delle Province: «Mentre non sappiamo se da un punto di vista organizzativo l’accorpamento porterà o meno dei benefici – aggiunge Di Luccio – siamo certi che il progetto di riorganizzazione del servizio di emergenza territoriale così come viene prospettato dalla Regione non garantirà la qualità necessaria e può mettere seriamente a rischio la salute dei cittadini, visto che stiamo parlando di un settore molto delicato. Nella più probabile delle ipotesi quando un cittadino chiamerà il 118 gli sarà inviata immediatamente un’autoambulanza con volontari a bordo, ma per l’arrivo sul posto di un soccorso avanzato ci sarà da aspettare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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