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Medici del 118 minacciano lo sciopero
Troppi tagli e trasferimento della centrale: «Il servizio non potrà funzionare»
PRATO. Un taglio netto di 60 automediche in tutta la Toscana, Prato rischia di dover affidare gran parte del servizio di emergenza territoriale ai volontari abilitati al soccorso in ambulanza. Di fronte a questo scenario i medici dell’emergenza territoriale hanno indetto lo stato di agitazione per protestare contro il progetto regionale che prevede drastici tagli e il trasferimento della Centrale aFirenze.
«La Regione sta lavorando a un piano di riorganizzazione del sistema sanitario territoriale che ci lascia molto perplessi – dice Giovanni Di Luccio del coordinamento intersindacale – in particolare si profila una riduzione del numero di auto medicalizzate con a bordo un medico di oltre il 30 per cento, vale a dire un taglio di 60 mezzi su un totale di 150».
Per Prato che ne ha a disposizione 6 o al massimo 7, significa una drastica riduzione degli interventi qualificati: «Si parla di sostituire le automediche con ambulanze equipaggiate da volontari in possesso di brevetto Blsd,cioè in grado di praticare la defibrillazione, ma senza le competenze di un medico – aggiunge Di Luccio - Senza contare che l’operazione avrebbe una ricaduta negativa anche a livello occupazionale: su 300 medici coinvolti, un centinaio lavora con contratto a tempo determinato che automaticamente non verrebbe loro rinnovato».
Se non si arriverà al più presto a un accordo, i medici del 118 minacciano lo sciopero.
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