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Prato

Contratto dei tessili Smi prepara una controproposta

PRATO. La giunta di Sistema Moda Italia si è riunita ieri a Milano, in seduta straordinaria, per esaminare il tema del rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore tessile-abbiglia...

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PRATO. La giunta di Sistema Moda Italia si è riunita ieri a Milano, in seduta straordinaria, per esaminare il tema del rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore tessile-abbigliamento-moda.

In vista della scadenza del contratto, le organizzazioni sindacali di categoria Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uilta-Uil hanno presentato a SMI la rituale disdetta del contratto vigente e un documento unitario con le proposte di modifica per il rinnovo del contratto a valere sul prossimo triennio 2013-2015. «La giunta di Smi - si legge in una nota - ha valutato le proposte sindacali alla luce della grave situazione economica che il settore sta vivendo dal 2008 e delle possibili prospettive per il prossimo futuro.Per la parte normativa le proposte sindacali ripropongono un approccio rivendicativo di tipo tradizionale, che prospetta un ulteriore appesantimento degli oneri organizzativi a carico delle imprese. Come se tutte fossero di grandi dimensioni e quindi in grado di scaricare sui prezzi ogni maggior costo. Per la parte economica la richiesta di un aumento dei minimi contrattuali di 132 euro medi nel triennio appare del tutto incoerente con le regole definite negli accordi interconfederali del 15 aprile 2009 e del 28 giugno 2011. «In considerazione di ciò - ha precisato Michele Tronconi, presidente di Sistema Moda Italia -, la giunta di Smi ha espresso la convinzione che il rinnovo del contratto nazionale di lavoro non possa trasformarsi in un ulteriore aggravio di vincoli e di costi, che avrebbero il solo effetto di sospingere sempre più imprese fuori dal mercato. La giunta di Smi- conclude la nota - , anche in relazione ai recentissimi accordi tra Governo e parti sociali sulla produttività, ha dato mandato al Comitato di presidenza di elaborare una proposta alternativa di rinnovo del contratto nazionale, che tenga conto di tutte le leve competitive necessarie per la salvaguardia e lo sviluppo del tessuto produttivo del settore tessile abbigliamento moda italiano».

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