Porta a porta cinese 12 i “disubbidienti”
PRATO. La “via cinese” alla raccolta dei rifiuti: pazienza, spiegazioni, impegno e soprattutto cassonetti spariti. E’ accaduto in “Chinatown” dove Comune e Asm dal 29 settembre scorso hanno avviato...
PRATO. La “via cinese” alla raccolta dei rifiuti: pazienza, spiegazioni, impegno e soprattutto cassonetti spariti. E’ accaduto in “Chinatown” dove Comune e Asm dal 29 settembre scorso hanno avviato una raccolta “porta a porta” confezionata ad hoc sulle attività commerciali del dragone: pasticcerie, bar, ristoranti, commercianti di alimentari e di frutta e verdura. Complessivamente cento tra esercizi e negozi “rieducati” allo smaltimento. Per evitare quei cumuli di sporcizia che tanto fanno arrabbiare i residenti italiani, «per garantire una migliore igiene delle strade e una convivenza più civile e serena» dicono il vicesindaco con delega all’ambiente Goffredo Borchi e il direttore di Asm Sandro Gensini. Come? Facendo sparire i cassonetti e andando negozio per negozio a spiegare a voce come eliminare gli scarti, dove metterli, in quale sacchetto, di quale colore e in quale bidoncino.
«I risultati - è il giudizio di Gensini - ci sono stati». Fatica ripagata: sulle cento attività controllate da ispettori Asm solo una dozzina hanno mostrato poca collaborazione. Ovvero hanno continuato a disfarsi dei rifiuti un po’ dove capita oppure a metterli in cassonetti distanti dalla zona di residenza e non idonei. «Con la fase 2 che si avvierà presto - continua il direttore di Asm - per queste utenza scatterà una multa». Ma non subito: nella dozzina di esercizi disobbedienti prima passerà una pattuglia di vigili ambientali a controllare e ammonire, poi sarà la volta delle sanzione.
Dai controlli capillari e dai riscontri incrociati che hanno consentito di aggiornare la banca dati degli esercizi della Chinatown, è anche emerso che per 18 utenze i titolari non sono più quelli e che l’elenco necessità di aggiornamenti sulla “posizione tasse”. «Si tratta - spiega Gensini - del normale tourn over delle imprese extracomunitarie per le quali il titolare può cambiare anche nell’arco di sei mesi. Ma con i controlli a domicilio - aggiunge - faticosi e di certo più costosi, riusciamo a tenerci aggiornati sui cambiamenti».
Positivo, secondo Asm, il rapporto investimento-recupero dell’evasione. «E’ chiaro che la raccolta “porta a porta” anche se si tratta di un’area limitata e con il servizio destinato a poche utenza, incrementa comunque i costi di una percentuale pari a circa il 10 per cento. E’ però altrettanto vero - continua Gensini - che con le mappature fatte abbiamo sensibilmente ridotto l’evasione Tia». Nelle zone “cinesi” nelle quali il servizio di raccolta rifiuti segue l’iter normale, l’evasione è pari a circa il 50%. Nella parte della Chinatown con il servizio mirato, le regole vengono seguito e bollette pagate dall’85% delle utenze. «Una percentuale identica - conclude Gensini - a quelle delle utenze italiane». (c.o.)
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