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Guerra della lana cotta la ricusazione non fu accolta
PRATO. «Può essere lana cotta anche un tessuto lavorato a navetta purchè subisca anch’esso dei trattamenti di infeltrimento esasperati ed abbia una struttura lenteggiante e morbida». Questo è quanto...
PRATO. «Può essere lana cotta anche un tessuto lavorato a navetta purchè subisca anch’esso dei trattamenti di infeltrimento esasperati ed abbia una struttura lenteggiante e morbida». Questo è quanto sostenuto dal perito Ciapini consulente per Warp&Weft davanti al giudice rispondendo a precisa domanda. A riferire di questa frase che accomunerebbe consulenti e perito del Tribunale è l’avvocato Stefano Lenzi che per questa vicenda sta seguendo proprio il perito del Tribunale, Paolo Menici per il caso che contrappone la Mtt ai soci della W&W per concorrenza sleale derivante dalla spartizione dell’eredità dell’imprenditore Carlo Pacini. Lana cotta sarebbe quindi in sintesi tutto ciò a cui viene fatta una particolare operazione di follatura
«Al di là della guerra della lana cotta su cui si sono confrontati i tre periti davanti al giudice istruttore - mi è stato riferito dal mio client fa sapere l’avvocato Lenzi - è che c’era da valutare se i due tessuti si assomigliassero e potessero essere confusi anche da una persona non esperta e non solo per le somiglianze tecniche».
Insomma era necessario verificare se un cliente potesse scegliere l’uno o l’altro te
ssuto perché similari anche se frutto di lavorazioni e composizioni diverse. «Per quanto riguarda la ricusazione - interviene l’avvocato rispondendo a quanto detto dall’imprenditore Fabbri della Mtt - è stata presentata quando già c’era la perizia che si sapeva sosteneva che i tessuti erano somiglianti.E comunque il giudice ha ritenuto di non prenderla in considerazione perché non c’erano i casi di incompatibilità previsti dalla legge. La richiesta di ricusazione è stata riconosciuta inammissibile da entrambi i giudici perchè degli elementi previsti dalla legge, compreso il rapporto di convivialità, non c’erano».
Quel che stupisce di più il perito del Tribunale Paolo Ciapini è che nessuno ha mai chiesto chiarimenti o integrazioni in merito al contenuto della relazione e che era evidente non ci fossero perplessità tanto che nella sentenza si parla di «fondata su corretti accertamenti scientifici e su coerenti argomentazioni logiche».
Tra i soci di Warp&Weft e il perito del Tribunale le posizioni sono diametralmente opposte tanto che l’uno evidenzia come su due giudici ci sia stata la stessa posizione, gli altri si sono invece sentiti danneggiati dal cambiamento del giudice.
Trasferimenti, tra l’altro, piuttosto frequenti nei tribunali.
Delll’argomento sarà comunque chiamato a esprimersi un terzo giudice dal momento che i soci di W&W hanno annunciato ricorso. (i.r.)
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