Il Tirreno

Prato

Nasce la banca per gli stranieri, soprattutto per i cinesi

Nasce la banca per gli stranieri, soprattutto per i cinesi

Imminente l’apertura a Prato di Extrabanca, nuovo istituto di credito rivolto ai lavoratori immigrati

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Ci sono casi in cui l’integrazione economica degli imprenditori migranti passa dalla possibilità di ottenere un finanziamento, aprire un conto corrente o concedere un mutuo. Apre a Prato la terza filiale di Extrabanca, il nuovo istituto di credito rivolto ai lavoratori stranieri residenti nel paese. Una banca differente, dunque, non è più soltanto lo slogan di uno spot pubblicitario, ma il progetto di una società per azioni che mira a intercettare un target di clientela in crescita, quello rappresentato dalle attività gestite da immigrati la cui percentuale nella provincia di Prato si aggira attorno al 37% del numero complessivo di imprese operative. L’istituto, che per ora è presente soltanto a Milano e Brescia, arriverà sulla piazza pratese all’inizio del nuovo anno e assumerà un numero imprecisato di figure professionale selezionandole tra cittadini italiani e stranieri del posto.

Lo staff sarà quindi multietnico: «Una data ufficiale non c’è ancora, ma è verosimile che l’apertura avverrà nelle prime settimane del 2013 – dichiara Alberto Rabbia, responsabile Operation & Governance di Extrabanca – nel frattempo stiamo vagliando due possibili sedi: un fondo nel Macrolotto industriale uno, dove opera un numero significativo di confezioni gestite da titolari cinesi; e un altro, che si trova invece più vicino al centro, nella cosiddetta Chinatown pratese».

Il tema è stato trattato anche nella puntata di domenica sera di Report, il programma di inchiesta condotto da Milena Gabanelli. Se le attività e i lavoratori stranieri che contribuiscono alla creazione del Pil in Italia sono 4 milioni - come sottolineato nel servizio - vuol dire che ci dev’essere anche una domanda altrettanto ampia di prodotti e servizi bancari per sostenere progetti sul territorio. Da qui l’idea di un istituto nato un anno e mezzo fa con l’intento di rispondere a un’esigenza di mercato che si fa sempre più forte, considerando la difficoltà da parte di questi soggetti di accedere al credito tramite i canali tradizionali del sistema bancario. «Sia le famiglie che il numero di imprese regolari con titolari stranieri stanno aumentando e contribuiscono alla crescita del paese– continua Rabbia – ma i loro bisogni non vengono sempre soddisfatti, di conseguenza Extrabanca ha individuato in questo enorme mercato un’opportunità di business. La differenza con gli altri istituti sta in un approccio meno generalista verso la clientela che ha, appunto, esigenze specifiche».

Anche se Prato risulta particolarmente appetibile per la presenza di una numerosa comunità cinese – circa 30mila presenze con 4mila imprese intestate a cinesi e 40 mila partite iva – la banca che sbarcherà sul territorio all’inizio del nuovo anno non guarda solo agli orientali.

«La nostra realtà è la prima esperienza a livello internazionale che si rivolge a tutte le nazionalità e non soltanto a una comunità specifica – sottolinea – tuttavia, la banca sarà aperta anche a una clientela italiana. Vogliamo candidare Prato a diventare la terza piazza per importanza dopo Milano e Roma (la cui apertura è in cantiere) con l’obiettivo di conquistare almeno cinquemila clienti».

Barbara Burzi

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